Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il vescovo Daniele presiede la s. Messa in Cattedrale [diretta video]

Alle ore 10 in diretta dalla Cattedrale di Crema, il Vescovo Daniele presiede la S. Messa della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Nel Duomo di Crema, al centro della parete absidale è stata collocata una grande tela dell’Assunta (patrona della cattedrale) di Vincenzio Civerchio (1470-1544), in parte ridipinta da Mauro Picenardi (1735-1809).

NOTE
– La celebrazione “vespertina” del 15 agosto è ancora della Solennità dell’Assunta.
– E’ concessa l’indulgenza plenaria a quanti devotamente oggi visitano queste chiese Cattedrali: Crema, Como, Cremona, Brescia, Lodi e Pavia.
– Preghiamo in comunione con le Chiese ortodosse che celebrano nello stesso giorno la festa della Dormizione della Vergine.
– 70 anni fa, il 1° novembre 1950 PIO XII, con la COSTITUZIONE APOSTOLICA MUNIFICENTISSIMUS DEUS, proclama dogma di fede l’Assunzione di Maria: “Il munificentissimo Dio, che tutto può e le cui disposizioni di provvidenza sono fatte di sapienza e d’amore, nei suoi imperscrutabili disegni contempera nella vita dei popoli e in quella dei singoli uomini dolori e gioie, affinché per vie diverse e in diverse maniere tutto cooperi in bene per coloro che lo amano (cf. Rm 8, 28).

Il Nostro pontificato, come anche l’età presente, è assillato da tante cure, preoccupazioni e angosce, per le presenti gravissime calamità e l’aberrazione di molti dalla verità e dalla virtù; ma Ci è di grande conforto vedere che, mentre la fede cattolica si manifesta pubblicamente più attiva, si accende ogni giorno più la devozione verso la vergine Madre di Dio, e quasi dovunque è stimolo e auspicio di una vita migliore e più santa. Per cui, mentre la santissima Vergine compie amorosissimamente l’ufficio di madre verso i redenti dal sangue di Cristo, la mente e il cuore dei figli sono stimolati con maggiore impegno a una più amorosa contemplazione dei suoi privilegi.

Dio, infatti, che da tutta l’eternità guarda Maria Vergine, con particolare pienissima compiacenza, «quando venne la pienezza del tempo» (Gal 4, 4), attuò il disegno della sua provvidenza in tal modo che risplendessero in perfetta armonia i privilegi e le prerogative che con somma liberalità ha riversato su di lei. Che se questa somma liberalità e piena armonia di grazie dalla chiesa furono sempre riconosciute e sempre meglio penetrate nel corso dei secoli, nel nostro tempo è stato posto senza dubbio in maggior luce il privilegio della corporea assunzione al cielo della vergine Madre di Dio Maria.

Questo privilegio risplendette di nuovo fulgore fin da quando il nostro predecessore Pio IX, d’immortale memoria, definì solennemente il dogma dell’immacolata concezione dell’augusta Madre di Dio. Questi due privilegi infatti sono strettamente connessi tra loro. Cristo con la sua morte ha vinto il peccato e la morte, e sull’uno e sull’altra riporta vittoria in virtù di Cristo chi è stato rigenerato soprannaturalmente col battesimo. Ma per legge generale Dio non vuole concedere ai giusti il pieno effetto di questa vittoria sulla morte se non quando sarà giunta la fine dei tempi. Perciò anche i corpi dei giusti dopo la morte si dissolvono, e soltanto nell’ultimo giorno si ricongiungeranno ciascuno con la propria anima gloriosa…”

a cura dell’Ufficio Liturgico Diocesano