Scrp – Gli otto sindaci rispondono alla dichiarazione di Casorati e gli propongono un confronto pubblico

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I sindaci in conferenza nel 2018, all'avvio del "braccio di ferro"

I sindaci dei Comuni di Soncino Gabriele Gallina, Casale Cremasco Vidolasco Antonio Grassi, Casaletto di Sopra Roberto Moreni, Palazzo Pignano Rosolino Bertoni, Romanengo Attilio Polla, Salvirola Nicola Marani, Ticengo Mauro Agarossi, Trescore Angelo Barbati rispondono alla dichiarazione di Aldo Casorati e gli propongono un confronto tra lui e un loro rappresentante.

“Abbiamo letto la dichiarazione di Aldo Casorati, presidente dell’area Omogena con la quale ci accusa di avere spaccato il territorio. Preferiamo non commentare. Ci limitiamo ad osservare che quando si perde, è buona cosa fermarsi e ricercare le cause della sconfitta per non ripetere in futuro gli errori che hanno generato la disfatta stessa. E’ inoltre opportuno chiedersi cosa si è fatto per evitarla. Incolpare i vincitori del fallimento – certificato da un lodo arbitrale – della propria condotta è infantile e poco costruttivo.
Precisato questo, proponiamo a Casorati la possibilità di dimostrare la sua accusa verso di noi durante un confronto pubblico tra lui e un nostro rappresentante.

Un faccia a faccia durante il quale il presidente dell’Area Omogena potrà motivare, appunto, la sua accusa. Soprattutto avrà l’occasione per spiegare a noi, poi ai sindaci soci di Scrp e ai cittadini, perché il recesso è stato strumentale, tale da fare rivoltare nella tomba i fondatori del Consorzio intercomunale cremasco, che, è bene ricordarlo, era un organismo politico e non una società come Scrp.
Casorati potrà spiegare perché la gara d’appalto dei rifiuti è durata quattro anni. Perché in un anno sono stati spesi oltre 600 mila euro in consulenza. Perché le decisioni relative alla vicenda A2A non sono state approvate dall’assemblea dei soci, ma decise solo dal Cda, che ha informato i soci a cose fatte. Poi perché su questa operazione è intervenuta l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). In particolare potrà relazionare su come la vicenda sia finita: se è stata pagata una penale oppure no. Potrà inoltre motivare il perché, ai tempi del recesso, il costo medio totale per dipendente di Scrp era di 72 mila euro pro capite. E molto altro ancora, comprese le vicissitudini sui varchi.

Se il presidente dell’Area omogena accetterà e ci darà risposte esaurienti siamo pronti a prenderci tutte le responsabilità di avere disturbato il sonno eterno dei padri fondatori del Consorzio intercomunale, che probabilmente non immaginavano di generare Spa.
Lasciamo a Casorati la scelta del giorno e del luogo del confronto. Aspettiamo fiduciosi la sua risposta al nostro invito, che ci auguriamo sia positiva.”