ECOMOSTRO SAN CARLO – Beretta: “La Giunta non doveva diffidare Gerundo Center”

Io avrei disposto la dichiarazione di decadenza. La diffida di oggi è assolutamente tardiva e atta solo a coprire le carenze di controllo amministrativo messo in campo da un’amministrazione colpevolmente responsabile, certamente meno colpevole di chi, come la Gerundo Center srl, non ha onorato gli impegni che si era assunta sottoscrivendo dal notaio la convenzione, una convenzione molto tranciante nelle obbligazioni a carico del privato”. Simone Beretta è tornato per la terza volta sulla questione “ecomostro di San Carlo”. Ancora fermo ai blocchi di partenza.

A suo parere, poi, la diffida è un atto che non spettava di certo alla Giunta, semmai alla struttura comunale. “L’avvio di procedimento costituisce una fase preparatoria del provvedimento di pronuncia della decadenza; anche se non esiste una disposizione in materia urbanistica che disponga l’applicazione obbligatoria dell’articolo 7 della legge 24/90 (avvio del procedimento) in caso di inadempimento, ovvero di clausola risolutiva espressa, l’estensione pretoria ormai costante e ribadita anche in Consiglio di stato prevede che qualunque atto incidente sui diritti del terzo, ancorché inadempiente e quindi civilmente colpevole, sia preceduto da un atto di avvio di procedimento”, spiega il forzista. Come aveva già chiarito, per l’ex assessore della Giunta Bruttomesso, “la convenzione è decaduta il 30 giugno quando anche la seconda rata del pagamento dovuto dalla società al Comune è stata disattesa”. Gerundo center, come si ricorderà, avrebbe dovuto versare 800.000 euro totali in due rate: la prima all’atto della richiesta del Permesso a costruire la seconda entro il 30 giugno scorso.

“L’estensione pretoria ormai costante e ribadita anche in Consiglio di Stato prevede che qualunque atto incidente sui diritti del terzo, ancorché inadempiente e quindi civilmente colpevole, sia preceduto da un atto di avvio di procedimento. La differenza sta nei termini di interlocuzione è nel fatto che le eventuali opposizioni e/o controdeduzioni eccepite dal privato, messo a conoscenza della prossima emanazione di un atto per lo stesso estremamente pregiudizievole anche se riconducibile all’inadempimento, non siano considerate idonee. E non può di certo essere ritenuta idonea la ‘letterina’ post 30 giugno, scadenza della seconda e ultima rata degli oneri dovuta con la quale chiedeva un incontro all’amministrazione comunale per definire nuove ‘modalità’ di pagamento”.

Questo il dubbio finale di Beretta: “Se non sia una responsabilità amministrativa e, in tal caso, se al funzionario che avrebbe dovuto vigilare sulla convenzione non siano state fatte pressioni politiche!?”.

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