Mercatone Uno – Venduti alcuni negozi, ma Madignano al momento resta al palo

Chiuso il negozio di Madignano di Mercatone Uno

6 dei 55 punti vendita ceduti, 1.600 dipendenti che ancora attendono e una Cassa integrazione straordinaria per le maestranze prolungata in extremis con il Decreto Rilancio sino al 23 novembre prossimo, nella speranza che qualche altro acquirente si faccia avanti per rilevare altri rami del colosso di Imola fallito. È la fotografia di ‘Mercatone Uno’ scattata solo pochi giorni fa. Un fermo immagine che purtroppo vede ancora al palo il punto vendita madignanese mentre 5 negozi sono stati assorbiti da ‘Risparmio Casa’ dei fratelli Battistelli e uno da una società romana.
Mentre gli indagati per il ‘crack’ sono stati assolti, si fanno avanti i fornitori che lamentano circa 200milioni di crediti e che in questi mesi hanno incontrato le difficoltà portate dalla pandemia, che a livello economico non mancheranno di farsi sentire – dicono gli economisti – con tutta la loro devastante portata a fine estate. Molti di loro rischiano di chiudere e si appellano ai commissari straordinari nominati dal Mise perché sblocchino la situazione. Quadro complesso però e poco rassicurante se si pensa che la sezione ‘brico’, con un valore a magazzino pari a poco meno di 600mila euro, è stata recentemente venduta all’asta per meno di 120mila euro. E questo rappresentava solo il 2.8% delle rimanenze di magazzino rimaste nei negozi e nei depositi di Mercatone dopo l’ingresso di Shernon e il fallimento.
Vi sono poi i clienti che hanno anticipato pagamenti per forniture mai evase. Anche loro sono in attesa di risposte.
Così come sono alla finestra i dipendenti. Se è vero che 161 hanno trovato una possibilità di occupazione grazie alla cessione di 6 negozi del colosso emiliano-romagnolo, e che altri sono stati capaci di reinventarsi, buona parte dei 1.800 ex lavoratori di Mercatone Uno stanno andando avanti con la Cassa integrazione straordinaria.