Agnadello – In Consiglio si discute di un nuovo assetto dei presidi sanitari nel Cremasco. La minoranza propone, Lega boccia

Agnadello
Il Consiglio comunale riunito. Foto di repertorio

La minoranza Lista per Agnadello ha presentato, durante il consiglio comunale di venerdì sera, una mozione volta a promuovere una delibera sull’assetto dei presidi sanitari nel territorio.
“La mozione presentava un duplice scopo – hanno spiegato Calderara e compagni agli agnadellesi sui social dal momento che la seduta si è svolta ancora a porte chiuse, seppur trasmessa via streaming -. Il primo scopo è di carattere generale riguardante il Cremasco perché è paradossale che un territorio come il nostro, situato al centro delle strutture ospedaliere di una rilevanza (Crema, Treviglio, Lodi) ma nel contempo ricompreso nell’Ats Valpadana debba dipendere da scelte aziendali maturate a Mantova”. Del resto la minoranza, come altre realtà politiche dei paesi limitrofi, ha sottolineato l’esigenza di avere un servizio di prossimità alla persona, necessità resasi ben evidente soprattutto con l’emergenza sanitaria.
“Il secondo scopo della mozione, invece – hanno proseguito i consiglieri di Lista per Agnadello – è un invito al Comune di provvedere, impiegando anche contributi a fondo perduto assegnati dallo Stato, a ricavare dall’edificio delle ex scuole elementari di via Treviglio ambulatori medici in modo da trasferire quelli che adesso sono al Centro sociale, dove hanno spazi ormai ristretti per accogliere i pazienti, soprattutto ora con il distanziamento sociale”.
Purtroppo la mozione, con dichiarazione di voto letta dal vicesindaco Cesare Parisciani, è stata respinta.

Lega spiega il no. Parisciani: “Argomento trattato in modo strumentale”

“Premesse e considerazioni come quella inserite nel testo sono inaccettabili – ha successivamente spiegato il vicesindaco attraverso un comunicato stampa -. Sono volte a creare inesistenti polemiche, sono mistificatrici del reale accaduto e cercano di far apparire un sistema sanitario eccellente, come quello lombardo, inadatto. La Lombardia vanta il miglior sistema sanitario italiano, si è trovata a fronteggiare un’emergenza imprevedibile, una pandemia non ipotizzabile”. A tal proposito, della gestione della situazione Parisciani ricordando la Legge 833/1978 ha precisato che è compito dello Stato.
“Attaccare il sistema sanitario lombardo significa attaccare anche i tanti uomini e donne, medici, infermieri, operatori sanitari e socio sanitari che hanno lavorato senza sosta e in alcuni casi dando anche la vita contro un nemico invisibile con la quale nessuno prima di allora aveva combattuto – ha proseguito -. Regione Lombardia ha reagito come poteva in una fase emergenziale. Fase, che vorremmo ricordare, il presidente Fontana ha provato più volte a scongiurare, lanciando messaggi accorati al Governo per limitare gli ingressi nel paese. Preoccupazioni rimaste inascoltate”.
Serio e di oggettivo interesse per il territorio Parisciani definisce un nuovo possibile riassetto organizzativo dell’Ats Valpadana. Per lui è palese che la sede di Mantova sia inadeguata sotto il profilo geografico e quindi funzionale. “In ragione del vasto territorio servito sarebbe opportuno avvicinare la sede dell’Ats al centro del territorio di riferimento. Argomento purtroppo trattato in questa mozione in modo strumentale e volto ad attaccare unicamente regione Lombardia”.
Precisa però: “Dispiace perché è sicuramente nostra intenzione e intenzione della Lega portare questa esigenza del territorio nelle sedi istituzionali e politiche opportune, affinché si trovi la miglior soluzione possibile per il Cremasco. É per questi motivi che siamo stati costretti a bocciare la mozione”.