CORONAVIRUS – Economia cremonese: dati 2° trimestre, c’è preoccupazione

Lavoro Nord-Sud

I dati derivano dall’indagine congiunturale trimestrale che ha visto l’adesione, nel presente trimestre, di 131 imprese manifatturiere cremonesi, in due campioni distinti: industria (62) e artigianato (69).

I numeri dell’industria, ancora condizionati in misura considerevole dagli effetti dell’emergenza sanitaria, indicano una produzione in consistente calo: del 3,9% sul trimestre e quasi del 13% sull’anno. Per l’artigianato, le stesse variazioni sono ancora più pesanti: -7,6% quella congiunturale e quasi il -18% quella tendenziale. Gli indici destagionalizzati della produzione in base 2015 scendono al 94 per l’industria e al 90 per l’artigianato. Le imprese industriali che presentano un livello di produzione superiore a quello di dodici mesi prima sono meno di una su quattro, mentre quelle che presentano variazioni negative costituiscono il 69% del totale. 

Nell’artigianato, le corrispondenti quote sono rispettivamente del 19 e del 72%. Il fatturato industriale segna un -3,6% rispetto al trimestre scorso, ma un -12% sul 2019, in massima parte a causa dalla componente interna. L’arretramento del fatturato è ancora più evidente per l’artigianato e arriva al -13% sul trimestre e a oltre il -22% sull’anno. Sugli ordinativi acquisiti nel trimestre dall’industria pesa soprattutto la frenata del mercato nazionale che ridimensiona la domanda interna del 12% rispetto allo stesso trimestre 2019, mentre quella estera limita la perdita al -1,6%. Per l’artigianato, negli ordini totali si rileva un arretramento del 4% sul trimestre ed uno del 16% sull’anno. L’occupazione nell’industria, sostenuta dai provvedimenti governativi ad hoc, per il momento sembra risentire meno degli effetti della crisi produttiva e segna un -0,6% rispetto al trimestre scorso, rimanendo invariata nei confronti del 2019. Nell’artigianato, la perdita di addetti è invece più consistente: -0,9% congiunturale e -2,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Riguardo alla Cassa Integrazione Guadagni ordinaria, nel presente trimestre si assiste a una crescita esponenziale: nel trimestre in esame quasi il 70% delle imprese industriali vi ha fatto ricorso e le ore utilizzate sono salite ad oltre il 5% del monte ore complessivo.

Le aspettative degli imprenditori sia industriali che artigiani, per il prossimo trimestre, tengono conto dell’allentamento pressoché totale del lockdown e sono ovviamente in miglioramento, anche se solo per la produzione tornano a prevalere gli ottimisti. “La particolare struttura produttiva della nostra provincia – sostiene il presidente di UnionCamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio – caratterizzata da un forte settore agroalimentare e da una spiccata diversificazione produttiva, con molte imprese che producono beni considerati essenziali o strategici e che quindi hanno potuto continuare la produzione anche durante il lockdown, ha fatto sì che il calo della produzione, pur assolutamente consistente e preoccupante,  sia stato  minore di quello che si è verificato in Regione e in ambito nazionale. Non va però dimenticato che anche nella nostra provincia si è annullata la lenta risalita della produzione manifatturiera degli ultimi sette anni”. Per Auricchio è quindi “vitale attuare interventi a favore delle imprese, per sostenerne la competitività. È parimenti essenziale attuare investimenti pubblici che migliorino le infrastrutture del nostro territorio, per evitare che alle difficoltà di questo periodo continuino a sommarsi i costi indiretti dovuti a collegamenti inefficienti e del tutto inadeguati per un territorio a forte vocazione manifatturiera come il nostro”.