WELFARE – Al tempo del Covid, la forza della co-progettazione

“Con l’avvento del Covid-19 abbiamo dovuto ripensare i servizi. I nidi sono stati chiusi, il SAAP è stato sospeso, i servizi di sostegno scolastico e di supporto psicologico sono stati attuati in remoto”. Luisa Scartabellati, referente dei servizi per la prima infanzia, educativi, conciliativi e per adolescenti, nell’ambito della co-progettazione tra Ats Impronte Sociali e Comune di Crema, racconta l’impatto della pandemia su una parte importante del welfare locale. Di certo, la distanza non ha aiutato, ma “abbiamo cercato di mantenere una relazione con l’utenza, formando anche gli educatori a rispondere ad esigenze dei bambini e delle relative famiglie”.

Ora la situazione pare essere migliorata: “I nidi sono stati riaperti sotto forma di centro estivo. Il servizio è stato molto apprezzato dai genitori, tanto che, diversamente da quanto inizialmente previsto, resterà aperto fino al 31 luglio. È stata buona anche la risposta dei centri estivi per bambini, alcuni dei quali proseguiranno per tutta l’estate”. Riattivato anche il servizio SAAP per bambini con disabilità: “Sostituito per tutto il periodo della pandemia con incontri a distanza realizzati a partire da una progettazione individuale per ciascun minore, ora è ripreso il SAAP a domicilio, necessario per alcuni bambini con disturbi dello spettro autistico, cui si aggiungono attività di accompagnamento presso i centri estivi”. Il tutto ovviamente si svolge nel pieno rispetto delle linee guida previste dalle normative ministeriali. Riprese anche le attività per gli adolescenti: “Tante, eterogenee, ma si rende necessario costruire con i ragazzi una relazione per ottenere il massimo grado di coinvolgimento”. “Di certo, la pandemia ha giocato un brutto colpo al sistema di welfare locale, che, tuttavia, non si è lasciato abbattere. Lo spiega con entusiasmo Manuela Leoni, componente del direttivo di Impronte Sociali, l’associazione temporanea di scopo sorta nel 2018 dall’unione del Consorzio Sul Serio e l’Ats Connessioni, impegnata insieme al Comune di Crema nella direzione, progettazione e gestione dei servizi sociali, in regime di co-progettazione: “ La co-progettazione – ammette – deve essere un laboratorio di ricostruzione innovativa, capace di leggere i bisogni nuovi determinati dalla pandemia e in grado di rendere il cittadino, non solo il destinatario di un servizio, ma anche il protagonista del sistema di welfare, con annesse responsabilità”.
“Per fare questo, la co – progettazione si avvale di un complesso sistema di governance composto da una cabina di regia integrata (di cui fanno parte 3 referenti del Comune e 4 referenti Ats) e dagli staff di programma (di cui fanno parte operatori del Comune e dell’ata). Dalla composizione emerge il virtuoso legame tra Ats ed ente pubblico: “Viene totalmente ribaltato il paradigma tradizionale – spiega Leoni – Ats non è un ‘fornitore’, ma un soggetto con una propria identità che agglomera ad oggi più di 30 organizzazioni di terzo settore e che collabora attivamente con il Comune nella realizzazione dei servizi, affinché si comprenda che la molteplicità portata dal terzo settore nell’analisi del bisogno e le competenze evidenziate in fase di progettazione sono un valore aggiunto per l’elaborazione di un servizio migliore per la comunità”.
Sono sei gli ambiti nei quali Ats e Comune collaborano a stretto contatto: oltre ai servizi per la prima infanzia, educativi, conciliativi e per adolescenti, anche il contrasto alla povertà, il lavoro sociale di comunità, la protezione giuridica, l’inclusione socio-lavorativa e servizi abitativi. Ambiti per i quali i servizi in questo tempo sono “stati riadattati ripensando gli obiettivi – spiega Luciano Ricci del direttivo Ats – ma senza far venir meno il valore fondante: la persona deve essere sempre al centro di un programma condiviso, sostenuto e sostenibile”.