Caregiver familiari manifestano a Montecitorio. “Sostegno economico per non rinunciare a prospettive di vita”

lavoro sociale

Madri, padri, fratelli, sorelle, mogli, mariti, figli di persone non autosufficienti che hanno bisogno di cure permanenti. I caregiver familiari, riuniti nell’associazione Comma 255, sono scesi in piazza, ieri, in occasione del termine di presentazione degli emendamenti relativi al ddl 1461, incardinato in Commissione Lavoro al Senato. La protesta davanti Montecitorio, con non più di cento persone attese per rispettare le disposizioni anticontagio del Covid-19.
“Chiediamo il riconoscimento del lavoro sociale svolto sostenendo, curando e assistendo i nostri congiunti con disabilità grave, oggi come sempre – spiega Sofia Donato, indicando alcune delle istanze non previste nel ddl –. Chiediamo misure di sostegno economiche dirette che diano la possibilità di non alienarci, di non dover rinunciare alla nostra individualità e prospettiva di vita”. Tra le altre richieste, “misure per facilitare il nostro reinserimento nel mondo del lavoro, o una pensione dignitosa”.
I membri di Comma 255 avevano chiesto l’attenzione delle istituzioni anche durante il periodo di lockdown. “La politica ha dimenticato in questo periodo di emergenza una categoria di cittadini ai quali ha delegato completamente ogni cura ed assistenza, decidendo con il lockdown di chiudere o rimodulare ‘da remoto’ qualsiasi servizio destinato alle persone con disabilità”.
Intanto, sono centinaia le mail arrivate ai capigruppo di Camera e Senato a sostegno della manifestazione per la campagna “anche io caregiver familiare fuori sede voglio manifestare”, da parte di tutti coloro che non possono essere fisicamente presenti.
“Siamo impossibilitati a partecipare perché non abbiamo possibilità di staccarci dal nostro congiunto con disabilità ma vogliamo comunque far sentire il nostro dissenso e la nostra voce”.