TRASFERIMENTO SEDE ATS VALPADANA A CREMONA – Nasce un “Comitato aperto” per sostenere l’idea

“Abbiamo già costituito un Comitato per chiedere di trasferire la sede dell’Ats Valpadana da Mantova a Cremona”. La conferma – dopo le indiscrezioni dei giorni precedenti – arriva da Beppe Bettenzoli. Come noto l’idea è partita da Antonio Grassi, sindaco di Casale, per poi essere condivisa da altri primi cittadini, compreso quello di Crema Stefania Bonaldi. 

Ora la platea si sta allargando e quando la nascita del Comitato sarà nota, le adesioni cresceranno ulteriormente. “Abbiamo messo in piedi un primo nucleo di Comitato aperto. Hanno già aderito alcuni sindaci, Grassi il primo, ma anche l’Unione Sindacale di Base, la Cub, Antonio Macrì del Comitato Verità e Giustizia parenti Rsa Crema, Rifondazione Comunista, i Giovani Comunisti, il regista Fausto Lazzari”, dichiara Bettenzoli. Questi i “fondatori”, poi certamente “andremo a implementare con sindaci e con altri privati cittadini e associazioni che vorranno unirsi a questa proposta”. Tra i politici, il primo sì è arrivato dai Cinque Stelle con l’assessore regionale Marco Degli Angeli.

L’idea di base del Comitato è quella “di spostare l’assurdità della sede Ats Valpadana da Mantova a Cremona: lavoreremo su questo con precise prese di posizione”. Nel frattempo diversi Comuni (di diversa guida politica) stanno portando in Consiglio una mozione in tal senso, già approvata, ad esempio, a Casale. “I sindaci – è convinto Bettenzoli – devono avere un ruolo ‘reale’ nell’Ats. Dico questo perché oggi ci sembra che l’Area Omogenea Cremasca sia nel Limbo, non pervenuta, un po’ come nella vicenda dei morti nella Rsa”. Il Comitato non agirà solo per l’obiettivo di spostare l’Ats. “Il vero problema della sanità sono i contenuti. Puntiamo al rilancio della medicina di base, territoriale, sulla prevenzione in tutti i suoi aspetti, anche nei luoghi di lavoro, sull’assistenza domiciliare integrata. Insomma va messo in discussione il sistema sanitario aziendalistico, rimettendo la salute al centro come fondamentale bene pubblico. L’ospedale è l’ultima ratio, la prevenzione dev’essere la norma”.

Dunque il trasferimento della sede Ats da Cremona a Mantova non va visto solo in ottica funzionale o geografica. L’idea “è ripensare anche il ruolo della stessa Ats, meno burocratico e più attivo sul territorio: la sanità – ribadisce il compagno Bettenzoli – non è solo l’ospedalizzazione; a me interessa poco dell’ospedale di Cremona, il problema adesso non è se vada realizzato o meno, serve una nuova sanità, con il rafforzamento della prevenzione”.

Obiettivo è avere un’Ats “vicina ai Comuni, ai sindaci, che sono i primi responsabili della salute pubblica e della sua difesa come bene collettivo. Spingiamo per una presenza in ottica preventiva sul territorio, casa per casa: l’assistenza domiciliare integrata è questo. Sarebbe bello che il discorso coinvolgesse tutta la Provincia”. E l’idea di fare sinergia con Lodi? “Credo che la prima azione da fare sia rivedere l’assetto attuale dell’Ats, poi penseremo al resto. Non sono contrario a riorganizzare l’Ats in modo più omogeneo, condivido la posizione dei sindaci lodigiani, ma è il passo successivo. In prospettiva, comunque, è intelligente lavorare con quest’area vicina”. “Ci vuole una scelta coraggiosa – aggiunge Degli Angeli –. Ats Valpadana ha fallito, i fatti lo dimostrano. Per potenziare la medicina territoriale lo strumento va rivisto”.