DA MONTODINE A CAVACURTA – Il progetto del cantautore Gianluca Gennari per ripartire

Il cantautore Gianluca Gennari

Venerdì 21 febbraio 2020 veniva diagnosticato, a Codogno, il primo caso italiano di Covid-19. Da lì in poi, senza che ancora lo sapessimo, la vita di ognuno di noi sarebbe cambiata per sempre. Nel Basso Lodigiano la prima zona rossa, quindi la durissima battaglia negli ospedali e il lockdown, con i cittadini chiusi in casa per settimane. Migliaia le persone morte a causa del virus e, in seconda battuta, devastanti le ripercussioni economiche per numerosissime attività produttive.

Poi è arrivato il tempo di ripartire, pur senza abbassare la guardia. Un settore tra i più colpiti, anche se diverso da quelli di beni di prima necessità, è quello artistico-culturale. Tantissimi artisti – che vivono di questa professione, versando contributi e pagando le tasse – sono ancora fermi, anche perché i loro spettacoli vedono quasi sempre assembramenti di persone. Eppure, c’è tanta voglia di ricominciare. Con la passione e l’entusiasmo che musicisti, cantautori, attori, coreografi… hanno sempre profuso nel loro lavoro.

Nasce così il progetto La prima zona rossa-Artisti uniti della Bassa, ideato da Gianluca Gennari, cantautore originario di Montodine e da anni residente a Cavacurta di Castelgerundo. Presidente di Radici, associazione locale di promozione e tutela delle risorse e del patrimonio del territorio nata nel 2013, ha messo in campo “uno spettacolo poliedrico e apolitico dove vengono narrate la storia, le sensazioni e gli stati d’animo di un artista che è nato e vive in un paese della Bassa travolto da questo marasma causato dal virus”. Ma, aggiunge Gennari, “l’idea non si ferma qui. Il legante per questo spettacolo itinerante fra i Comuni della prima zona rossa e quelli al di fuori è proprio la ‘rete’ e, quindi, la collaborazione tra tutti gli artisti e musicisti del territorio. Utilizzando un gergo in voga, si può anche definire un’iniziativa a km zero”.

Il progetto ha mosso i primi passi durante il periodo della quarantena. Al fine di mantenere vivo il rapporto umano e artistico con tanti colleghi, Gennari li ha invitati a realizzare da casa un video legato a uno dei suoi brani più emblematici: Al mé paìs (Al mio paese), che narra del forte attaccamento a una terra e alla sua gente. Con il medesimo spirito, il gruppo di artisti ha poi presentato un altro video riarrangiando uno dei pezzi più significativi di Sergio Bassi, cantautore di Codogno scomparso a causa del Coronavirus: la canzone si intitola Il mantovano volante. E proprio a Sergio Bassi è dedicata l’iniziativa La prima zona rossa-Artisti uniti della Bassa.

“I riscontri sono stati positivi – rileva Gianluca Gennari – e da qui abbiamo potuto ‘dare il là’ a uno spettacolo in grado di coinvolgere tutti gli artisti, allo scopo di sensibilizzare il pubblico verso il nostro settore tanto segnato dalla crisi e, al contempo, dare un’opportunità concreta di lavoro a chi in questo momento forzatamente non l’ha più. Un artista, infatti, molto spesso vive dividendosi tra attività didattiche, concertistiche e teatrali, tutte realtà da mesi bloccate dall’emergenza”.

Grazie alla collaborazione favorita dal cantautore di origini montodinesi, in tanti hanno aderito al progetto: musicisti e attori, ma anche coreografi e tecnici vari. Tra gli autori della Bassa coinvolti ci sono i musicisti Lorenzo e Luca Grazioli, il trombettista Gianni Satta, la cantante Cristina Effe, l’attore Matteo Ghisalberti e l’artista Federica Cattaneo. Ma non mancano esponenti della nostra zona: dall’artista Paolo Losco alla band Tortelli Cremaschi. Oltre a cantautori di altri territori: perché il Covid-19 non ha risparmiato nessuno.

Il progetto La prima zona rossa-Artisti uniti della Bassa sarà ufficialmente presentato mercoledì 22 luglio alle ore 18, presso lo spazio estivo dell’osteria La vecchia corte, in via XXV Aprile 6 a Cavacurta. Gennari – che ha coinvolto pure enti e associazioni di vario genere – confida nella sensibilità e nell’aiuto di istituzioni e amministrazioni locali, per poter portare in più territori lo spettacolo itinerante. “Abbiamo tanto – afferma a nome di tutti i colleghi – da dire e da dare, siamo una ‘bomba’ di emozioni pronta a esplodere. Il nostro sogno è quello di poter tornare, con la musica e l’arte di casa nostra, a ripopolare i nostri teatri, le nostre piazze e i nostri paesi”.