DIOCESI – Fondo “San Giuseppe Lavoratore”, un grande sostegno a tante persone

Il vescovo Daniele e il direttore di Caritas Crema, Claudio Dagheti

La diocesi di Crema sta dando un sostegno concreto alle persone e alle famiglie del territorio che vivono un momento di difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid attraverso il Fondo Chiesaconvoi – San Giuseppe Lavoratore, costituito per espressa volontà del vescovo Daniele lo scorso 1° maggio.

Partita con una dotazione iniziale di 50 mila euro messi dalla diocesi, 10 mila dal Vescovo, 20 mila dalla Bcc Caravaggio e Cremasco e 10 mila da Banca Cremasca e Mantovana – a cui si sono poi aggiunte donazioni di singole persone e sacerdoti cremaschi per 151.420 euro e un contributo di 40 mila dall’Associazione Uniti per la Provincia di Cremona, per un totale di 281.420 euro – l’iniziativa ha intercettato numerose necessità, per buona parte emerse proprio a seguito della pandemia e il conseguente blocco di molte attività lavorative.

A venerdì 10 luglio scorso – riferisce Claudio Dagheti, direttore della Caritas diocesana cui è stata affidata la gestione di questo strumento – di tutte le 276 autocertificazioni dei bisogni finora pervenute da famiglie e singole persone, di cui 131 residenti in città e 145 nei paesi della diocesi, ne sono state accolte 163 per un totale di 527 persone aiutate, di cui 197 minori e 27 disabili, con erogazione di aiuti per 159.721 euro.”

Il fatto che sia stato approvato quasi il 70% delle domande – sottolinea – attesta sia la serietà degli operatori del Centro di ascolto nell’effettuare i colloqui telefonici preparatori delle richieste di accesso al sostegno, sia il rigore con cui la commissione, sulla base di precisi criteri, ha condotto l’analisi per l’individuazione di reali bisogni e determinare l’entità dei sostegni da accordare.”

Poco meno della metà delle richieste accolte riguarda persone finora non conosciute né dalla Caritas né dai Servizi sociali dei Comuni; pertanto situazioni di difficoltà createsi con l’emergenza sanitaria, che sta generando un numero crescente di poveri.

Un dato che va emergendo – fa osservare – è che a rivolgersi al Fondo sono anche persone con impieghi professionali, o nei settori della ristorazione, dei centri estetici, tatuatori, educatrici degli asili nido, dipendenti di cooperative legate alle imprese della cosmesi e lavoratori interinali… categorie lavorative differenti dalle solite.”

Il picco delle nuove domande – spiega inoltre – coincide con l’avvio del mese: segno che si tratta in gran parte di persone a cui è venuto a scadere il contratto a tempo determinato, con spese per acquisti di beni primari, affitto, bollette che si vanno accumulando e, tardando l’arrivo degli aiuti da parte delle istituzioni pubbliche statali, regionali e locali, finiscono per doversi rivolgere a questo Fondo.”

Il quale, tiene a sottolineare, “si sta davvero rivelando “un segno concreto di vicinanza alle persone che sono nel bisogno da parte della Chiesa cremasca, attraverso la generosità delle persone”, riuscendo a erogare il primo aiuto intercorsi solo 22 giorni di calendario dalla presentazione della domanda; a fronte di alcuni casi a cui è stato comunicato che la prima Cassa integrazione potrà essere percepita a settembre.

Ora, esaurita la valutazione di tutte le domande pervenute – conclude Dagheti – oltre a valutare le proroghe per alcune situazioni supportate in questi primi tre mesi, permanendo la condizione di difficoltà, la commissione s’appresta a dare in tempo reale risposta alle nuove istanze che perverranno da chi non si vedrà più rinnovato il contratto a tempo determinato e di altri le cui attività di lavoro andranno a cessare o nelle quali, come ad esempio nel settore della ristorazione, il distanziamento porta di conseguenza a una drastica riduzione delle entrate.”