EX TRIBUNALE – Ermete Aiello: “Per l’amministrazione doppio salto carpiato”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo dell’avv. Ermete Aiello sulla questione “ex tribunale”, appena approdata in Consiglio comunale con la mozione del socialista Rossi (ne abbiamo riferito sabato scorso) e al centro del dibattito politico.

“Se è vero che per ottenere grandi risultati sono necessari un notevole tempo e un grande impegno, va dato atto alla maggioranza del governo cittadino che nell’anno trascorso dalla  mozione del consigliere Rossi (di maggioranza) sulla proposta di ‘concambio’ con la Regione dell’immobile ex tribunale con quello degli Stalloni presentata nell’agosto dello scorso anno e discussa qualche giorno fa, i due specifici requisiti si possono pur riconoscere. Con alcune specificazioni. La sostituzione della mozione con l’impegno al sindaco di riprendere le trattative con la Regione per la cessione alla stessa della intera area ex tribunale per l’ottimazione delle ‘esigenze politico socio sanitarie del territorio’ fa venire in mente quel doppio salto mortale carpiato all’indietro che nel salto dal trampolino rappresenta il sogno di ogni nuotatore.

Se si vuol essere meno acrobatici, può rappresentare quel tipico contorsionismo che il Devoto-Oli definisce in senso figurato ‘comportamento forzato o alterato nel tentativo di destreggiarsi fra opposte posizioni o tendenze’Si è vero, c’è stato il Covid.19; c’è l’opportunità di usufruire anche indirettamente dei fondi che verranno spesi per la sanità (al riguardo, mi ritrovo nelle valutazioni di Virginio Venturelli, è curioso vedere come a vari livelli si giochi a chi le spara più grosse); c’è l’opportunità di poter concretizzare, sia pure con colpevole ritardo, la sanità di prossimità, se davvero si vuol perseguire l’obiettivo di una seria attività di prevenzione; c’è l’oggettiva valutazione anche della criticità del nostro territorio, ma certe decisioni ed atteggiamenti non possono essere superati come se niente fosse anzi con la presunzione di avere avuto sempre ragione e di essere stato lungimirante. Val la pena ricordare come la mozione Rossi fosse stata tacciata di irresponsabilità; che il concambio ex tribunale-Stalloni fosse stato considerato ‘pericoloso’ da un consigliere regionale del Pd; come la commistione sanità pubblica-privata fosse ritenuta la soluzione ottimale (magari per rimediare a quell’ improvvido cambio dei destinazione di parte dell’ex scuola CL, con il brillante risultato che è lì da vedere); come tutti i gruppi di maggioranza con un comunicato congiunto avessero bocciato la proposta Rossi.

La stessa maggioranza che ha votato compatta per ‘l’impegno‘ al sindaco. Non si parla più di concambio, come se la parola fosse da ripudiare e potesse essere compromettente con le posizioni del passato, ma si dice timidamente e con le cautele del caso, evidentemente per rendere meno appariscente la inversione a U, di riprendere i contatti con la Regione per la riqualificazione e valorizzazione  dell’area del comparto Stalloni “entro cui affrontare anche eventuali scambi di proprietà” (da notare “l’eventuale”). La stessa lettera ‘tempestivamente’ inviata non prevede alcuna tempistica. Ma risulta così difficile dire: abbiamo preso una cantonata e ora cerchiamo di rimediare? La politica, quella vera e seria è fatta anche di questo, se vuole essere credibile. In una odierna intervista, Umberto Cabini, nell’affrontare con profondità di analisi il problema del rilancio del nostro territorio, sostiene ‘potremmo riqualificare gli spazi degli Stalloni, portando all’interno della struttura il museo della carrozza, delle macchine da scrivere, dell’arte organaria e di arte moderna. Potrebbe nascere un polo di grande interesse’. Ma come diceva Schpenhauer ‘l’intelligenza è invisibile per l’uomo che non ne possiede’”.