Castelleone – Homeless a 4 zampe chiedono aiuto

Nella foto di repertorio un gatto trovato e accudito dalle volontarie di Castelleone

C’è una vita parallela, per i più invisibile, che scorre accanto al turbinio frenetico della comunità castelleonese. È quella dei gatti senza padrone, delle amanti dei felini disposte a prendersene sempre cura (per brevità gattare) e delle colonie degli amici di ‘Felix’. Sotto al Torrazzo la realtà è quantomai dinamica, nel bene e nel male. Se da un lato c’è chi si prende amorevolmente cura degli ‘homeless’ a quattro zampe, dall’altro c’è chi continua ad alimentare questo esercito di abbandonati bisognosi di cure. Ecco perché serve che le forze di un paese, che sempre mostra sensibilità e solidarietà, e quelle degli enti preposti si uniscano per cercare di dare una soluzione a un problema annoso. Succederà, dopo la metà di luglio, quando alcune volontarie castelleonesi, legate all’associazione ‘Arischiogatti’ di Crema si siederanno al tavolo con Fabio Farina, delegato alla Sicurezza del Comune di Castelleone. È a lui che ci siamo rivolti dopo aver raccolto, in una calda domenica d’estate, in piena campagna, l’appello di alcune ‘gattare’.
A Castelleone esistono 5/6 colonie feline, le due principali si trovano in via Beccadello presso la Fondazione Brunenghi e nei pressi dei Magazzini Comunali di via Brocchi. A occuparsi degli ‘sventurati’ senza padrone sono prevalentemente donne più o meno giovani che portano loro cibo e li accudiscono. Non si pensi a un lavoro facile: sono levatacce la mattina presto o rientri a casa la sera tardi, denari che escono dalle tasche per acquistare cibo e prodotti per l’igiene e spesso spese per le cure veterinarie e per le sterilizzazioni. Tanti, troppi, dei gattini che vengono ritrovati a Castelleone e che non possono finire nelle colonie vengono tenuti a casa e poi portati all’associazione cremasca ‘Arischiogatti’ che ha bisogno di aiuti.
Cosa fare? Visto che buona parte dei micetti proviene dal castelleonese, le volontarie del torrazzo hanno la soluzione: creare, con modica spesa, un’area di ‘stallaggio’ in città, cintata, con gabbiette utili alla gestione del primo ingresso e spazio comune per l’inserimento nella comunità felina; una zona protetta che le amanti dei gattini si impegnerebbero a gestire e che darebbe una boccata d’ossigeno all’associazione cremasca, pensando magari un domani di inserire anche un presidio sanitario al fine di far diventare la realtà castelleonese capace di muoversi con le proprie gambe.
Il consigliere Farina, che già lo scorso anno si era preso a cuore la questione incontrando volontarie e ‘Arischiogatti’, da noi raggiunto lunedì, ha confermato la volontà del Comune di intervenire per cercare di affrontare la problematica e risolverla.

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