POST-COVID: l’Asst di Crema ha attivato l’Ambulatorio di Pneumologia Territoriale

Nel corso della fase più critica dell’emergenza Covid, l’Asst Ospedale Maggiore di Crema ha attivato, presso i propri servizi territoriali, i protocolli di sorveglianza sanitaria per i pazienti transitati dai reparti e dal Pronto soccorso e avviati a domicilio per la convalescenza. Ci si è infatti subito resi conto che il decorso della malattia non si esauriva nelle settimane della “fase acuta”, ma richiedeva un periodo di supporto di durata ancora poco definita, per garantire la completa negativizzazionee dare garanzia di pieno recupero del paziente.

Durante la fase acuta sono stati “presi in carico” dall’Asst circa 370 pazienti per la sorveglianza sanitaria; di essi circa un centinaio ha sviluppato condizioni che richiedono di attivare un monitoraggio di medio periodo e un controllo strumentale e diagnostico nell’arco di sei/nove mesi.

Per questo genere di pazienti è stato predisposto il Progetto “Pneumologia Territoriale”, che vede la collaborazione delle Unità Organizzative di Pneumologia di Crema, di Riabilitazione Pneumologica di Rivolta d’Adda, di Cure Territoriali con il Centro Servizi e di Psicologia Clinica, finalizzato all’allestimento di un percorso di presa in carico per il pieno recupero dei pazienti ex-Covid.

Il protocollo di presa in carico, oltre al contatto telefonico per il monitoraggio dei parametri significativi, prevede la prescrizione e la prenotazione degli esami strumentali e delle visite di controllo presso un centro distrettuale di primo livello, sito in via Gramsci, pienamente integrato con il complesso dei servizi territoriali e ospedalieri dell’Asst.

L’incidenza del Covid nel nostro territorio non è però limitata ai pazienti che sono transitati dall’ospedale. Numerosi sono stati infatti i casi di malati gestiti esclusivamente a domicilio, in condizioni anche severe. Queste persone, durante la fase acuta, sono rimaste in carico al medico curante (medico di Medicina generale – MMG), il quale sta ora affrontando la gestione dei postumi e dei controlli, a volte senza poter disporre di chiari riferimenti.

Il Progetto di Pneumologia Territoriale si apre quindi anche a questa specifica casistica. Al momento la partecipazione è limitata a un numero contenuto di MMG, circa 10, che potranno proporre ai propri pazienti (in previsione circa 200) l’adesione ai protocolli post – Covid.

Per accedere al percorso è sufficiente che i medici di Medicina generale aderenti segnalino il nominativo del paziente interessato al Centro Servizi, che procederà alla “presa in carico” e all’applicazione del piano diagnostico terapeutico definito dagli specialisti.

Una terza categoria di soggetti interessati dal progetto sono i dipendenti dell’Asst che hanno contratto il Covid, e che pure necessitano di follow-up. In questo caso stiamo parlando di circa 20 persone, direttamente seguite dall’Azienda, in parallelo al regime infortunistico previsto da Inail.

Dal punto di vista strutturale, il Progetto è in pieno sviluppo. Il primo passo è stato il trasferimento del Centro Servizi Cronicità presso la sede territoriale di via Gramsci, dove è anche in allestimento l’ambulatorio distrettuale dedicato alla cronicità e dove troverà collocazione – non appena arruolato un nuovo specialista pneumologo (previsto nei primi giorni di agosto) – l’Ambulatorio Pneumologico Territoriale di primo livello dedicato al follow-up dei pazienti Covid.

L’Ambulatorio di Pneumologia Territoriale di primo livello provvederà al monitoraggio della convalescenza e, se necessario, in accordo con il medico curante, all’invio agli Ambulatori di II livello della Pneumologia e della Riabilitazione.

Componente essenziale del Progetto sono i percorsi riabilitativi già in essere per i pazienti post Covid, eseguiti presso il presidio di Rivolta d’Adda, a cui si affiancheranno i servizi di tele-riabilitazione respiratoria, per i quali l’Azienda sta definendo il razionale clinico (cioè a quali casistiche e in quali particolari condizioni di età, gravità, ecc. dei pazienti siano efficacemente applicabili) e l’acquisizione di apparati diagnostici utilizzabili direttamente a casa dell’assistito.

Il Progetto Pneumologia Territoriale, specie nella componente clinica, viene sottoposto a frequenti revisioni, per adattarlo agli sviluppi delle conoscenze che via via si accumulano, anche grazie a queste iniziative territoriali, sui meccanismi di azione del Covid e sui metodi per fronteggiarli.