FINALPIA – Beretta (FI) torna sulla fusione tra la Fondazione dell’ex colonia e la Benefattori Cremaschi

Ex colonia di Finalpia. È questo l’argomento scelto da Simone Beretta (FI) per la sua conferenza settimanale. “Sì perché in effetti di cose che non vanno in questo momento ce ne sono molte in città”, ha commenta ieri.

“Non posso tacere sulle vicende legate all’indagine e agli arresti a Finalpia. Quello è un reperto storico, un patrimonio di Crema e Cremasco – esordisce –. Un fiore all’occhiello che non merita questa fine. Credo che la città abbia il diritto di capire cosa è successo. Ho letto di infiltrazioni mafiose e sono preoccupato. Propongo al sindaco di convocare subito una Commissione Garanzia, invitando i soci cremaschi della Comfort Hotel. Vengano a spiegarci, in un confronto sereno, cosa è accaduto e magari venga anche la Fondazione presieduta da Pierpaolo Soffientini”.  Il forzista sostiene di avere molte domande da porre “e spero le abbia anche il sindaco”. Beretta si chiede innanzitutto come possa essere accaduta una cosa del genere, ma anche se “c’è la denuncia di qualche socio, oppure l’indagine è partita direttamente dalle forze dell’ordine?”. Il consigliere comunale di FI presto depositerà una mozione, tornando sull’ipotesi di fusione tra Fondazione Finalpia e Fondazione Benefattori Cremaschi, “tuttora in difficoltà a fare concrete economie di scala”.

“Non chiamiamola più Cittadella dell’Anziano, ma campus socio-sanitario di lunga degenza, in posizione strategica”. Un’idea mai realizzata, a suo dire, per colpa di due soggetti. “Una grave responsabilità politica è della Bonaldi e di un partito, il Pd cremasco, che non ha saputo onorare gli accordi intervenuti. Lo stesso ex presidente Paolo Bertoluzzi l’ha sostenuta più volte come una ‘soluzione’ priva d’alternative. Ciechi e sordi al buonsenso, s’è continuato a rattoppare, ma ancora oggi quella realtà è un labirinto e paga l’impossibilità di poter realizzare risparmi che possono avvenire solo con scelte che favoriscono concrete economie di scala”. Un errore, per Beretta che peserà per molto tempo sulla nostra comunità. “Ora la Fondazione Opera Pia Cremasca, a fronte di difficoltà economiche, intende alienare l’immobile. Ma questo non può essere una priorità. Semmai rispetto alla mia proposta potrebbe diventare una conseguenza”.  La sua idea, dunque, è quella di sempre, “che a questo punto andrò a formalizzare in Consiglio comunale con una mozione di indirizzo politico e strategico, fermo restando che la Fondazione Finalpia è e rimane titolare di autonomia nelle scelte che vorrà mettere in campo”. 

La fusione della Fondazione Benefattori con la Fondazione Opera Pia Cremasca porterebbe a incorporare tutto il patrimonio immobiliare compreso quello di Finalpia. “Ciò accorcerebbe le strade rispetto a obiettivi condivisi, sempre che vi siano. Questa la strada da perseguire”. L’ex assessore auspica che le due Fondazioni s’incontrino, si parlino, per valutare se sia possibile mettere in campo il rafforzamento delle reciproche mission statutarie. Ma anche se sia possibile proporre servizi ancor più efficienti ed efficaci per rispondere sotto il profilo sociosanitario alle richieste dell’utenza, soprattutto a quelle della parte più anziana e fragile”. 

 

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