Palazzo Pignano – Delitto di via De Nicola, Zanoncelli in carcere

Un raptus, uno scatto d’ira e un uomo si scaglia contro una donna, la moglie, mettendo fine alla sua vita e distruggendone altre, in primis quella del figlio 12enne. È quanto accaduto mercoledì sera a Palazzo Pignano dove un operaio 56enne, Eugenio Zanoncelli, avrebbe provocato la morte della moglie, Morena Designati (49 anni), per poi darsi alla fuga. Prima di scappare alla guida della sua auto, l’uomo ha chiamato il fratello, residente in un paese a pochi chilometri da Palazzo, al quale avrebbe raccontato tutto e consegnato il figlio, che rientrato a casa probabilmente dopo l’omicidio non si sarebbe accorto di nulla.

Immediatamente, erano le 22.30, sono scattati soccorsi e ricerche. Mentre il 118 piombava a Palazzo Pignano per cercare di soccorrere la donna, purtroppo senza riuscire a far nulla per strapparla al destino che il compagno le avrebbe cucito addosso in un momento di rabbia, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno iniziato la caccia al massimo indiziato. Ricerche proseguite per l’intero arco notturno e che hanno portato a novità alla prime ore dell’alba. Nella prima mattinata di giovedì, infatti, i militari dell’Arma hanno fermato il ricercato tra Rivolta d’Adda, paese d’origine della coppia, e Arzago d’Adda. L’uomo è stato portato presso la caserma del Comando Compagnia di Crema per essere interrogato davanti al sostituto procuratore Milda Milli. Arresto confermato e trasferimento del 56enne in carcere a Cremona, in attesa dell’interrogatorio davanti al Gip.

Sulla dinamica della tragedia vige il riserbo degli inquirenti. Pare che l’uomo abbia colpito la moglie, affetta da gravi patologie croniche, non è dato sapere se una o più volte. Ad essere fatale sarebbe stato un colpo al capo/volto che potrebbe essere stato sferrato in un momento d’ira. Sarà l’autopsia disposta sul cadavere della donna a consentire di comprendere le cause della morte e cosa sia accaduto quella drammatica sera. Zanoncelli, probabilmente in preda al panico, avrebbe atteso che il figlio rincasasse per poi raggiungere casa del fratello, lasciare il bambino e raccontare tutto, prima di riprendere l’auto e iniziare a vagare per la campagna al confine tra il Cremasco e la Bassa Bergamasca.

Nella villetta di via De Nicola sono stati apposti i sigilli subito dopo il sopralluogo della scientifica per i rilievi utili a ricostruire la dinamica della tragedia. I vicini di casa sono rimasti attoniti alla notizia. L’uomo non aveva mai dato segnali di insofferenza e mai la coppia aveva avuto problemi con i tutori di ordine e sicurezza.