Papa Francesco – L’esigenza di assicurare la necessaria protezione e favorire una cittadinanza consapevole

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“La paura è uno dei nemici più brutti della nostra vita cristiana”. Lo ha affermato il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha parlato della persecuzione dei cristiani, “una realtà dolorosa”, ma che “attesta la fedeltà dei testimoni”. “Quanti cristiani sono perseguitati anche oggi in tutto il mondo! Soffrono per il Vangelo con amore, sono i martiri dei
nostri giorni. E possiamo dire con sicurezza che sono più dei martiri dei primi tempi: tanti martiri, soltanto per il fatto di essere cristiani”. L’unica paura che il discepolo deve avere, ha spiegato il Papa, “è quella di perdere questo dono divino, la vicinanza, l’amicizia con Dio, rinunciando a vivere secondo il Vangelo e procurandosi così la morte morale, che è l’effetto del peccato. Pur attraversando queste e altre insidie, la vita dei discepoli è saldamente nelle mani di Dio, che ci ama e ci custodisce”.
“Edulcorare il Vangelo, la persecuzione e la sensazione che Dio ci ha lasciato soli”, ha commentato Francesco, “sono come le tre tentazioni: alle volte si sente questa aridità spirituale; non ne dobbiamo avere paura. Il Padre si prende cura di noi, perché grande è il nostro valore ai suoi occhi. Ciò che importa è la franchezza, è il coraggio della testimonianza, della testimonianza di fede: riconoscere Gesù davanti agli uomini e andare avanti facendo del bene”.

La bellezza della casa comune. Dobbiamo prendercene cura

“La crisi provocata dal Coronavirus ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’Angelus, all’indomani della Giornata mondiale del rifugiato, ha esortato a “un rinnovato ed efficace impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano, in particolare di quanti sono stati costretti a fuggire per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie”. “Un altro aspetto su cui la pandemia ci ha fatto riflettere è il rapporto uomo-ambiente”, ha proseguito Francesco: “La chiusura ha ridotto l’inquinamento e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi dal traffico e dai rumori. Ora, con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune”.
“Apprezzo le molteplici iniziative che, in ogni parte del mondo, nascono dal basso e vanno in questo senso”, l’omaggio del Papa: “Ad esempio, a Roma oggi ce n’è una dedicata al fiume Tevere. Ma ce ne sono tante in altre parti! Possano favorire una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale”. “Oggi nella mia patria e in altri posti si celebra la giornata dedicata al padre, ai papà”, ha concluso il Santo Padre: “Assicuro la mia vicinanza e preghiera a tutti i papà. Tutti noi sappiamo che fare il papà non è un mestiere facile! Per questo preghiamo per loro. Ricordo in maniera speciale anche i nostri padri che continuano a proteggerci dal cielo”.