FLASH-MOB A MONTECITORIO PER LE SCUOLE PARITARIE

h Flash-Mov al grido: aiutiamo la famiglia, riscattiamo la scuola paritaria e salviamo la scuola pubblica paritaria.

Si è scritta una pagina di storia giovedì pomeriggio, in piazza Montecitorio a Roma, gremita per la manifestazione #liberidieducare. Circa 150 i presenti, studenti, insegnanti, genitori, rappresentanti delle associazioni delle scuole paritarie, ma – garantiscono gli organizzatori – sarebbero stati ancora di più senza la limitazione del distanziamento fisico. Sono venuti, a proprie spese, dai luoghi più disparati dello Stivale: da Calabria, Sicilia, Puglia Basilicata, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna etc… Immancabili le mascherine, oltre a bandiere, cartelli, striscioni, e poi una sequela di zaini disposti in terra, a voler simboleggiare la sconfitta del comparto educativo laddove non fossero elargiti ulteriori fondi.

Una manifestazione a sostegno delle scuole paritarie, dimenticate dal Governo nei recenti decreti e che ora potrebbero essere finalmente riconosciute in occasione della conversione in legge del Decreto Rilancio in discussione in questi giorni nelle aule parlamentari, con il voto previsto a fine mese. Le possibilità di una maggioranza a favore di un significativo aumento dei fondi di sostegno alle paritarie è a portata di mano.

Promotori dell’iniziativa Liberi di educare e Associazione Non si Tocca la Famiglia. Presenti in piazza anche: Usmi, Cism, Cnec, Filins, Anaps, Anddl, Articolo 26, Steadfast, Age Lazio, Age Lombardia,  Forum Cultura Pace Vita. Animatrice dell’iniziativa suor Anna Monia Alfieri, esponente dell’USMI (Unione Superiori Maggiori d’Italia che, per l’occasione, ha rappresentato anche la CISM con numerosi religiosi presenti in piazza), infaticabile in queste settimane per far valere le ragioni delle paritarie. Giusy Versace, deputata di FI, le ha espresso pubblicamente solidarietà per gli insulti ricevuti via social.
In campo anche tutte le forze politiche. Parlamentari che non si sono accontentati di aver già presentato gli emendamenti necessari, ma hanno voluto metterci la faccia. Il Pd con Fedeli, Sgambato, Rampi, Lorenzin, Lepri, Ascani e Malpezzi; Italia Viva con la Boschi; Leu  con Fassina; FI con Gelmini, Gasparri, Gallone, Versace, Moles, Toffanin, Minuto, Aprea; la Lega con Pittoni, Garavaglia, Grassi, Pillon, Gusmeroli; FDI con Rampelli, Frassinetti, Bucalo; l’Udc con Binetti e Lupi. Presente anche una senatrice del Movimento 5 Stelle, Tiziana Drago, nonostante la contrarietà dei pentastellati all’assegnazione di altri denari alle paritarie.

Esulta a fine manifestazione suor Anna Monia Alfieri: “Oggi è una vittoria morale dei cittadini. La più ampia trasversalità civica dei cittadini di questi mesi ha potuto domandare e ottenere la maggioranza numerica e politica che ora è impegnata a restare tale nelle aule del Parlamento”. La sua speranza è che presto potrà festeggiare anche una vittoria concreta. Speranza mirata alla commissione Bilancio. Insomma si è diffusa ormai nel mondo politico la convinzione che il sostegno alle scuole paritarie è un aiuto anche per le scuole dello Stato ma soprattutto che è il diritto dei genitori, degli studenti e dei docenti a dover essere garantito superando gli attuali vincoli economici. È una questione che interessa le classi più povere hanno dichiarato tutti dai liberali di destra ai conservatori di sinistra. Se le paritarie dovessero chiudere, sarebbe infatti il naufragio vero e proprio di tutto il sistema scolastico.

Cosa chiedono le scuole paritarie? “In realtà nulla di più che in un Paese libero e democratico dovrebbero già avere, risponde suor Monia. Il diritto di apprendere dello studente; il diritto di agire la propria responsabilità educativa da parte della famiglia; il diritto di insegnamento dei docenti. Senza nessuna discriminazione economica. Da 20 anni a questa parte non avevamo mai ottenuto una così ampia trasversalità civica del popolo capace di chiedere e ottenere anche una maggioranza numerica politica in questo senso. Ora sì che possiamo dire che abbiamo fatto tutto ciò che si poteva e che finalmente i tre diritti verranno rispettati qualunque sia la forza al Governo. Per risolvere il problema l’unica soluzione è agire, ora, in commissione Bilancio della Camera, dove si stanno discutendo gli emendamenti al Dl Rilancio tra cui quelli relativi alle paritarie. Nei vari decreti sono stati stanziati finora 150 milioni, ma servono risorse ben più robuste per evitare che il 30% delle 12mila scuole paritarie chiuda, lasciando a spasso 300mila studenti. Qualche storico istituto ha già annunciato la resa. Ma il peggio si può ancora evitare. Con gli emendamenti avremo un primo intervento fondamentale, poi si completerà il percorso AUTONOMIA, PARITÀ e LIBERTÀ di scelta educativa con i costi standard di sostenibilità per allievo… Questa sarà una pagina di storia fatta di grande senso civico e generosa trasversalità!”

“Siamo riusciti a far scendere in piazza tutte le forze politiche, ribadisce suor Monia. Tutte, tranne una naturalmente. Che non vuole che nemmeno esistano le scuole paritarie. I 5Stelle. In realtà, sotto sotto, ci sarebbe anche qualche esponente del partito favorevole ma… si devono rispettare gli ordini di scuderia. Ed ecco allora che sono stati loro gli unici assenti alla manifestazione. Che tengono però sotto assedio migliaia di italiani, convinti di portare avanti una battaglia ideologica che non ha uguali in nessun Paese civile. E nemmeno europeo. Sfido i 5Stelle a colpi di calcolatrice: salvare le paritarie significa salvare la scuola pubblica. Se molte paritarie chiuderanno, i costi per lo Stato saranno sproporzionati e non consentiranno al Paese di ripartire”.

Suor Alfieri è giurista ed economista e i conti li ha fatti bene. In realtà non ci vuole un grande matematico per capire che, oggi, pagando le rette, le famiglie che iscrivono i propri figli alle scuole paritarie pagano due volte (tasse nella dichiarazione dei redditi e retta) sostenendo così lo stesso governo. Sì, perché la scuola pubblica statale crea l’illusione della gratuità. In realtà, il contribuente spende, per ogni studente di una scuola statale, 8 volte tanto il costo che sostiene per uno studente di una paritaria. Fra contributi diretti e indiretti, uno studente della paritaria costa al contribuente, in media, 752 euro all’anno, il resto è a carico della famiglia (che paga le tasse anche per la scuola statale). Uno studente di una scuola statale costa al contribuente, in media, 8.500 euroall’anno (6.006 è il costo medio studente dichiarato dalla stessa Ministra Azzolina che ha firmato la nota CSM del 2020, quindi non sono fantasie di qualche visionario).Assorbire gli studenti delle paritarie che potrebbero fallire, comporterebbe un costo aggiuntivo di almeno 1,6 miliardi di euro all’anno a carico del contribuente. Il laicissimo studio IBL da ragione di questi numeri e li certifica.Nella peggiore delle ipotesi (il passaggio di tutti gli studenti delle paritarie alla scuole statali), il costo aggiuntivo arriverebbe fino a 5 miliardi di euro all’anno.

Per la sostenibilità del sistema, è dunque meglio aiutare le scuole non statali a rimanere vive. Ma c’è poco tempo ormai. A tutti è richiesto un intervento urgente si approvino i 7 emendamenti e poi di corsa verso la piena attuazione dei costi standard di sostenibilità per allievo come ha dichiarato la senatrice Paola Binetti forte della propria esperienza in campo sanitario.