MONTODINE: S’È PREGATO PER PADRE GIGI, PRIGIONIERO DA 21 MESI!

Preghiera questa sera nella chiesa di Montodine per la liberazione di padre Gigi Maccalli, rapito in Niger 21 mesi fa.
Una celebrazione del Rosario, con i misteri intercalati da una preghiera per il Paese africano.

All’inizio un’illustrazione di quella Repubblica semipresidenziale, estesa 22 volte l’Italia, con 20.670.000 abitanti. Indipendente dal 1960. Era l’Africa francese. Un Territorio desertico per l’86%. Poche le infrastrutture, altissima la povertà. La Capitale è Niamey dalla quale la missione di padre Gigi dista 125 km.
La mortalità infantile è 20/25%. La metà della popolazione ha meno di 15 anni. L’Attività principale è l’agricoltura e l’allevamento. Il Niger è un tra i più poveri del mondo. Il 90% degli abitanti sono musulmani, il 3% animisti, gli altri cattolici divisi in due diocesi. La Minoranza cristiana è minacciata dal terrorismo di matrice islamica.

Nella preghiera, molto partecipata, alla quale era presente anche il vescovo Daniele e che è stata guidata da don Osvaldo e dal parroco don Emilio, si sono meditati i misteri dolorosi per accompagnare il “dolore” del Niger.

Al termine di ogni decina, si sono letti alcuni testi. Innanzitutto una lettera di padre Girotto scritta dal Niger: “Come le vostre per il Coronavirus – scrive il missionario – anche la chiesa di padre Gigi è chiusa e più nessuno ha celebrato la Messa. I catechisti sono andati via: solo una donna è rimasta in aiuto ai più poveri. Anche nella capitale le Messe sono presidiate dalla polizia e i missionari si muovono cambiando strada ogni volta per evitare rapimenti.”

Si è letta poi la situazione di pandemia del Niger, che si aggiunge ad altri drammi, ma dove risalta un grande spirito di solidarietà.
Letta anche una lettera di padre Armanino che riferisce come la croce di ferro fissata sulla collina nel 1995, anno della fondazione della parrocchia di padre Gigi, sia stata divelta dai gruppi terroristici. “Una croce strappata via, proprio come padre Gigi.”

Infine una lettera inviata al centro missionario cremasco da un padre della SMA.
Al termine il vescovo Daniele ha salutato e ringraziato tutti: “Non ci stanchiamo di pregare per padre Gigi e per tutto il Niger.”

Informando che sabato parteciperà all’udienza del Papa con i sacerdoti che sono stati ammalati di Codiv ha aggiunto: “Solleciteremo la preghiera del Papa e l’azione che la Santa Sede sta facendo per la liberazione del missionario cremasco. Ho parlato con il suo vescovo – ha aggiunto – e mi ha detto che non ci sono nuove notizie, ma si sta lavorando.”
E riferendosi poi al Vangelo di oggi, “come dice Gesù – ha commentato – non bisogna mettere in mostra la propria preghiera, per essere visti dalla gente. Quanto Gesù richiede ai discepoli per scelta, padre Gigi lo condivide oggi nella sua prigionia. Nel segreto del suo cuore ha sicuramente rivolge al Signore ogni giorno la sua intensa preghiera. Il Padre gli darà la ricompensa: la sua liberazione!”