INFERMIERI – Lunedì flash mob per i sanitari. L’appello: “Non fateci tornare invisibili”

Lunedì 15 giugno, alle ore 10, anche a Crema (parcheggio lato ospedale, ex “ospedale da campo”) come in altre piazze italiane co un flash mob si renderà il giusto tributo agli eroi dell’emergenza Covid-19. Daniele Castellucchio, a nome di tutti gli operatori dell’Ospedale Maggiore, ci spiega il vero valore dell’iniziativa.

“Nonostante gli sforzi e l’intervento decisivo per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in Italia, la professione infermieristica è ancora troppo sottovalutata in Italia. Per non dire svilita, quando gli stessi operatori sanitari che sono stati in prima linea, rischiando la propria vita per salvare quelle altrui, ottengono una gratificazione economica che per nulla rispecchia le professionalità, i valori e lo spirito con cui si adoperano ogni giorno”. Per porre la questione all’attenzione di tutta l’Italia, il Movimento Nazionale Infermieri ha lanciato l’idea, prontamente recepita dal personale sanitario e spinta dai social, di scendere in piazza, appunto, per un flash mob. In tutti i luoghi più importanti del Paese, da nord a sud, gli infermieri e gli operatori sanitari saranno in strada per chiedere l’attenzione e il rispetto che meritano, affinché i decantati “eroi” e “angeli” dell’emergenza non finiscano… nel dimenticatoio.

Castellucchio in rappresentanza di tutto il personale dell’azienda sanitaria, infermieri del territorio, infermieri delle Rsa, case di riposo, specifica il significato dell’iniziativa, ben più profondo delle pur spettacolari immagini che potremo ammirare. “Questo flash mob ha un valore davvero speciale per tutta la comunità sanitaria italiana, a partire dagli infermieri. Ci hanno definito in mille modi, ma abbiamo il forte timore che, alla fine di tutto, torneremo invisibili. Come noi infermieri, sono numerose le figure sanitarie e non che mettono a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Nei momenti di calamità impreviste, come accaduto durante questa pandemia, questo dato di fatto emerge con una forza dirompente, ma in molti non considerano che questo slancio altruistico dura 365 giorni l’anno”.

“Nel lavoro quotidiano – prosegue l’infermiere – siamo sempre a rischio e senza festività, senza vivere con i nostri cari le feste comandate, siamo sempre reperibili e impegnati in turni massacranti. Fisicamente ed emotivamente. Siamo gli stessi infermieri a cui molte persone, in periodo pre-pandemia, si erano rivolte maleducatamente per cinque minuti in più di attesa, gli stessi che qualcuno ha la presunzione di mettere in discussione dopo una ricerca su Google, ma siamo anche gli stessi che mettono ciò in secondo piano per dare spazio alla cura del prossimo”. La realtà, sottolinea Castellucchio, “è che purtroppo non siamo sufficientemente considerati, valorizzati e tutelati per il lavoro che svolgiamo. Senza nulla togliere alle altre professioni, il nostro lavoro è sempre pieno di rischi: contagi diretti o indiretti, malattie professionali, infortuni, ma sempre con l’unico scopo della salute degli altri. Il nostro destino, a causa di protocolli e linee-guida che ci caricano di responsabilità, è quello di chi vede il già minimo margine di errore ridursi sostanzialmente a zero”.  Obiettivo del flash mob è dunque “ricordare e mostrare sincera vicinanza alle famiglie di tutte le persone che non ce l’hanno fatta, ai nostri colleghi che sono morti donando la loro vita per gli altri, a chi si è ammalato e non è riuscito a dare un contributo, ma soprattutto a chi non deve ritornare invisibile. L’intera popolazione del Cremasco ci ha sostenuto e valorizzato, in moltissimi hanno contribuito con donazioni dirette e in moltissimi ci hanno mostrato sostegno concreto e psicologico: ringraziamo sinceramente tutti, ma proprio perché questo non cada nel vuoto, chiediamo di non tornare invisibili”.