EMERGENZA – Crema-Corpo dell’Ordine di Malta: collaborazione “eccezionale”

Ieri alcuni membri del Corpo del Sovrano Militare Ordine di Malta, che ha cooperato insieme all’Esercito italiano di stanza all’ospedale da campo e aiutato il Comune in diverse attività durante questi mesi, guidati dal loro comandante, Mario Fine, hanno fatto visita al sindaco Stefania Bonaldi. Il loro apprezzato lavoro, che li ha visti impegnati durante l’emergenza sanitaria per il quale questo corpo è addestrato da sempre, è concluso.
Fondato nel 1877, come ha ricordato il comandante, svolge le sue funzioni di corpo militare ausiliario nel “cooperare con l’Esercito Italiano per lo svolgimento di attività di soccorso sanitario in circostanze di guerra, pubblica calamità e di emergenza, sia all’interno del territorio nazionale, sia nel corso di missioni umanitarie e per il mantenimento della pace al di fuori del territorio nazionale”. Il collaudo dell’ospedale da campo, organizzato in tempi record, l’aiuto nella distribuzione della solidarietà alimentare alle famiglie bisognose, il supporto nel controllo dei parchi cittadini, sono alcune delle attività che hanno visto protagonisti i militari dell’ordine di Malta.
Il sindaco, insieme agli assessori Cinzia Fontana, Emanuela Nichetti e Matteo Gramignoli, e in presenza di altri due corpi fondamentali come la Polizia Locale e la Protezione civile, nelle persone del comandante Giuliano Semeraro e del responsabile de “Lo sparviere” Giovanni Mussi, ha consegnato delle medaglie per tutti i componenti del corpo militare e una pergamena in cui li ringrazia “per l’assistenza fornita alla popolazione e alle istituzioni”.
Anche il comandante Fine ha consegnato una targa in cui celebra la capacità, mostrata a Crema dall’unione degli intenti, di “fare cose eccezionali in tempi eccezionali”.
Restano rapporti di fiducia e apprendimenti – è il parere condiviso dal sindaco e dal comandante – che suggeriscono un futuro di collaborazione per prepararsi sempre meglio a ogni tipo di emergenza che dovesse presentarsi.