Casale Cremasco – 2 Giugno, 18enni in piazza ma distanziati per un inno alla Libertà

Il sindaco Grassi parla ai neodiciottenni riuniti in piazza a distanza di sicurezza

Anche a Casale Cremasco Vidolasco il 74° anniversario della Festa della Repubblica è stato onorato al meglio. Oltre settant’anni fa donne e uomini, pagando anche con la vita, ci hanno permesso di respirare la libertà. Un anno dopo, il 2 giugno 1946, con un referendum è nata la Repubblica italiana, che trova nella Costituzione la “pietra angolare”. Approvata il 22 dicembre 1947 e promulgata il 27 dicembre dal Presidente Enrico de Nicola, la Carta costituzionale è ancora il faro della nostra Repubblica.
Una cerimonia di piazza quella casalese – pur con tutte le ristrettezze imposte dall’emergenza sanitaria – ben riuscita e trasmessa via Facebook per far assistere anche chi era interessato all’appuntamento, ma è dovuto o ha voluto rimanere a casa. Contestualmente l’amministrazione Grassi, come avviene da sei anni a questa parte, ha distribuito ai neodiciottenni del paese la Costituzione Italiana.
“Ho ripetuto la cerimonia negli anni e oggi, nonostante l’emergenza Covid-19, non ho voluto interrompere la tradizione. Essere qui, in questa piazza, è infatti un segnale chiaro e forte, che siamo uniti, che siamo dei combattenti e che non abbiamo paura, tre degli elementi che hanno permesso ai nostri nonni e ai nostri padri di consegnarci prima la libertà e poi la Repubblica”, ha spiegato il sindaco. Lo scorso 25 Aprile, nella stessa piazza comunale, ma vuota, con il virus che mieteva vittime e limitava i movimenti, Grassi aveva sottolineato che era comunque una giornata di speranza. Speranza di uscire dalla guerra contro “un nemico invisibile e subdolo”. “Quell’auspicio non si è ancora avverato, però abbiamo fatto passi avanti verso il raggiungimento dell’obiettivo. Continuiamo su questa strada e non cediamo all’entusiasmo: non abbiamo ancora vinto”, ha detto ai cittadini presenti e a quelli collegati in rete.
Davanti al municipio, insieme ai ragazzi e ai cittadini (a debita distanza), c’erano anche il maresciallo Marco Prete, comandante della stazione dei Carabinieri di Camisano, in rappresentanza delle Forze Armate che da sempre partecipano alla cerimonia (“sono elemento portante dell’Unità nazionale”), e il parroco, don Ernesto Mariconti, “a sottolineare quell’unità che caratterizza la nostra comunità locale. Unità della quale sono orgoglioso”, ha commentato il primo cittadino.

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