CONSULTA INTERCULTURA – Costitutita a maggioranza. Minoranze scettiche e astenute

Nella seduta di ieri, anche se solo a maggioranza (più Emanuele Coti Zelati de La Sinistra) è stata costituita  la Consulta Intercultura. Una proposta dall’assessore al Welfare Michele Gennuso, il quale ha anche rivolto un appello alle forze politiche per raggiungere l’unanimità, tentativo peraltro non apprezzato dai Cinque Stelle. “Già ci troviamo in una situazione multietnica, questa proposta non può essere tema di scontro, non è una questione politica. Dopo le elezioni ho incontrato alcune persone interessate che si erano candidate nelle liste civiche. Pian piano il gruppo si è allargato”, ha esordito il vicesindaco. 

Ricordando che in città (a gennaio 2019) vivono 4.028 cittadini di nazionalità non italiana. “Parliamo di inclusione, ma siamo già inclusi. Frequentiamo gli stessi spazi, viviamo la stessa realtà. L’obiettivo è mettere insieme cittadini italiani e non, rispettando la Costituzione e le tradizioni di ciascuno”. Un invito al dialogo per rendere tutti protagonisti “alla ricerca della coesione sociale che nient’altro è che il collante di una comunità”, ha concluso nell’arringa. Per Andrea Agazzi (Lega) la questione “è politica eccome. Trovo contraddizioni nella sua relazione – ha detto rivolgendosi al vicesindaco –. L’educazione è obiettivo scolastico, il Comune fa politica. Lo dimostra il fatto che l’assessore abbia interloquito con candidati delle civiche a sostegno della Bonaldi. Lei, assessore, vuole mettere un velo davanti a una volontà politica e ideologica”. Dopo Pietro Mombelli (Pd), la “difesa” al progetto è arrivata anche dalla “civica” Debora Soccini, che ha espresso “l’orgoglio di essere cittadina di Crema: in queste settimane ho sentito il respiro di una comunità locale, ma al tempo stesso globale, che sa abbracciare e farsi abbracciare. La nostra città è un patrimonio formato dalle persone che la abitano”. Ha poi portato la sua esperienza di insegnante alla scuola “Marazzi”, “dove le differenze etniche sono risorsa”. 

Allineato al leghista, il pentastellato Manuel Draghetti: “Gennuso sa il suo appello è ipocrita, sa che non ci sarà l’unanimità. Non vediamo il motivo di creare questo contenitore, crediamo sia un’operazione politica. D’accordo lavorare insieme al tema dell’integrazione, ma qui riteniamo l’approccio sbagliato”. Per Laura Zanibelli (FI) “l’integrazione a Crema c’è e nasce dal lontano, a prescindere dall’istituzione di tale strumento. Questa ricchezza la città già ce l’ha. Questa Consulta sarebbe controllata dall’amministrazione e il documento proposto lancia delle ipotesi di lavoro che potrebbero sovrapporsi con le iniziative già in atto. Le diverse culture già trovano spazi di rappresentazione”. La consigliera forzista ha anche lamentato carenza d’informazioni. “Stiamo poi attenti a non far passare chi non è favorevole come insensibile. Ci sono già strumenti per rendere la città ancor più inclusiva: quale è il reale obiettivo che si vuole raggiungere? Chi è contrario a favorire dialogo, partecipazione, intercultura?”. “Questa proposta non l’ho mai condivisa – le ha fatto eco il collega Simone Beretta –. Ritengo che dimensioni come questa debbano restare nel campo della sussidiarietà e non vadano istituzionalizzate. In tal modo il Comune ha uno sguardo più libero verso iniziative che nascono dal basso. L’intercultura è cosa delicata. La Consulta non servirà a nulla se non ancora a dividere la città”. 

Così Coti Zelati (La Sinistra): “Non può essere l’unico strumento, ma ritengo possa essere importante, proprio perché istituzionalmente sostenuto. Mi auguro non diventi vivaio elettorale e che il suo operato sia il più possibile pubblico”. Il sindaco Bonaldi, concludendo il dibattito ha chiarito che “questo è un punto del programma elettorale, dove si parla di casa delle culture, spazio di confronto per superare pregiudizi e discriminazioni, promuovendo coesione sociale. La proposta declinata da Gennuso arriva da questo. Su un tema così evolutivo l’Ente si deve attivare. In questo periodo abbiamo sperimentato un clima di fratellanza internazionale, forse ora il terreno è più fertile. Uno strumento in cui crediamo, dubito possa essere un vivaio di voti come qualcuno ha detto”. La nascita della Consulta ha visto l’astensione di Forza Italia, Polo Civico e Cinque Stelle. No secco da parte dei due consiglieri della Lega.