Da Codogno Fontana invita ad adeguarsi alla nuova normalità. Mattarella: “Questo è il tempo dell’impegno”

2 giugno a Codogno

Un 2 giugno molto particolare quello che stiamo vivendo. Si celebra il 74° anniversario della Festa della Repubblica con la speranza e il desiderio di una rinascita, ma anche con il cuore pieno di dolore per le numerose vittime che purtroppo abbiamo perso nella lotta contro un nuovo nemico, fino a pochi mesi fa sconosciuto: Coronavirus.
Le celebrazioni che ogni anno si svolgono in tutto il Paese hanno subito delle notevoli modifiche perché adeguate alle norme anticontagio che ancora (e sa ancora per quanto tempo) sono in vigore. Quindi presenti solo i rappresentanti delle autorità civili e militari, niente comunità.
Quest’anno, però, significativa è stata soprattutto la celebrazione a Codogno dove si è recato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché luogo simbolo dell’inizio dell’emergenza sanitaria italiana.

IL RICORDO E IL RINGRAZIAMENTO DI PASSERINI

“È per me un onore accoglierla e la ringrazio per aver accettato l’invito di essere vicino, anche fisicamente, al territorio simbolo di questa lotta” così il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, ha iniziato il suo discorso di fronte al presidente della Repubblica, ai sindaci della zona rossa del Lodigiano, ai rappresentanti delle Forze dell’ordine, al presidente regionale Attilio Fontana e al vescovo Maurizio Malvestiti.
Il primo cittadino ha ricordato le sensazioni e i principali momenti di quel 21 febbraio 2020, quando l’Italia velocemente e inaspettatamente si apprestava settimane, mesi molti bui e difficili. Momenti sì complicati e colmi di sofferenza, ma anche ricchi di solidarietà e collaborazione. Quell’unità che gli italiani hanno saputo dimostrare nel bisogno perché hanno capito che solo tutti assieme, nessuno escluso, si poteva far fronte a tutto questo.
“Subito il sottoscritto e i sindaci dei paesi limitrofi ma non solo, tutta la comunità, con rapida energia hanno saputo reagire alla notizia”  ha ricordato Passerini, sottolineando  anche la straordinaria collaborazione che gli stessi sindaci, come più volte ribadito per i nostri del Cremasco, hanno saputo realizzare.
Il sindaco ha informato che il Consiglio comunale ha stabilito per il 21 febbraio la giornata del ricordo delle vittime del Covid-19.

FONTANA E LA NUOVA NORMALITA’

Parole di gratitudine per quanto fatto dai sindaci sono state pronunciate anche dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. Ha ricordato che 74 anni fa gli italiani esprimendo il proprio voto hanno scritto una nuova pagina della storia del nostro Paese. “Il 20 febbraio scorso, a Codogno – ha dichiarato – la storia è inaspettatamente e dolorosamente cambiata. Un male imprevedibile ha travolto le vite dei nostri uomini e delle nostre donne e ha devastato con incredibile violenza una terra, la Lombardia, di lavoro e bellezza, solidarietà e progresso”.
Nel suo breve intervento Fontana ha voluto sottolineare che dopo l’emergenza sanitaria, non ancora conclusa perché il virus non è scomparso, ora iniziamo a vivere una nuova normalità. Sicuramente molto differente da quella precedente e per questo bisogna adeguarsi.

IL PRESIDENTE MATTARELLA INVITA ALL’IMPEGNO

Dopo la proiezione di un breve video in cui si sono potute ‘ammirare’ la solidarietà e la sofferenza di Codogno e delle provincie di Lodi, Mattarella ha preso la parola. Non ha solo ha rivolto un pensiero a chi purtroppo è stato contagiato e ha dovuto lottare contro il virus, ma anche a chi è stato fin dall’inizio in prima fila per cercare di sconfiggerlo e salvare più vite possibili. Un pensiero quindi a medici, infermieri, operatori sanitari che, come ha affermato, “lungi dal sottrarsi al proprio compito hanno contrastato con coraggio la pandemia. Molti sono rimasti vittime. Non vi sono parole adeguate per esprimere questa riconoscenza”.
Gratitudine anche al mondo della scienza e della ricerca, i cui uomini e donne ogni giorno sono impegnati per scoprire farmaci specifici e il vaccino. Un grazie anche alla fitta rete di solidarietà venutasi a creare. Da ogni parte del mondo sono arrivati aiuti non solo materiali (Dispositivi di protezione individuale, gel igienizzante) ma anche forze umane (i medici e infermieri dalla Russia, da Cuba per esempio).
“Questo è il tempo di un impegno, che non lascia spazio a polemiche o a distinzioni – ha concluso il presidente della Repubblica – . Tutti siamo chiamati a lavorare per il nostro Paese facendo a pieno il nostro dovere, ognuno la propria parte”.
Mattarella, poi, si è recato presso il cimitero cittadino dove ha deposto una corona di fuori alla targa dedicata alle vittime Covid.