PISCINA COMUNALE – Gestore e amministrazione cercano l’intesa per la riapertura

Dal 1° giugno possono aprire le piscine anche in Lombardia e diversi cittadini hanno già chiesto se e quando aprirà la piscina comunale di Crema. “Nelle scorse settimane abbiamo incontrato Sport Management, il gestore dell’impianto, per fare il punto sulla situazione e capire lo stato dell’arte. Al pari di molti gestori di impianti, ha accusato un colpo pesante per lo stop alle attività da fine febbraio e dunque agli introiti; al contempo nutre preoccupazioni anche per la fase di riavvio”, spiega il sindaco.

Le regole poste a tutela dei frequentatori delle piscine parlano infatti dell’obbligo di garantire spazi di 7 mq a testa, questo secondo le previsioni operate dalla società significa una riduzione degli introiti, per i prossimi mesi, a 1/3 di quelli del passato. “Sport Management, dunque, ha fatto richiesta di revisione delle previsioni convenzionali in essere e anche di un contributo ad hoc per la ripartenza. Certamente riconosciamo la ‘straordinarietà’ della situazione e del momento, non imputabile alla società ma nemmeno al Comune, e non c’è un atteggiamento di indisponibilità a trovare soluzioni”, chiarisce Bonaldi.
“Non è tuttavia sostenibile  – aggiunge – che, quando l’impianto ha prodotto utili negli anni passati, questi siano stati appannaggio esclusivo della società e che ora che invece si prospettano delle perdite, le stesse siano caricate tutte sulla ‘parte pubblica’, pertanto dovremo trovare condizioni equilibrate di intesa, che tengano conto dell’importanza del servizio reso, ma anche del fatto che l’Ente Locale gestisce denari dei cittadini e deve farlo nell’interesse di tutti”.

In settimana nuovo incontro tra le parti, in cui l’amministrazione cercherà una soluzione equilibrata e rispettosa. “Al momento dunque non siamo in grado di fare previsioni attendibili circa la riapertura, anche se faremo ogni sforzo per arrivarci presto!”, il commento finale del sindaco. Non era mancata, nei giorni scorsi, una dura presa di posizione dei Cinque Stelle, che avevano chiesto al Comune di non “fare sconti” al gestore visti gli episodi passati in merito alle manutenzioni e ai lavori.