SOLENNITÀ DELL’ASCENSIONE: il vescovo celebra la Messa a Palazzo Pignano

Oggi, solennità dell’Ascensione di Gesù al cielo, il vescovo Daniele ha celebrato l’Eucarestia, alle ore 10, nella pieve di San Martino della comunità parrocchiale di Palazzo Pignano, affiancato dal parroco don Benedetto Tommaseo.

Ha salutato tutti cordialmente, presenti in quella storica e bella chiesa di Palazzo, ha ringraziato il parroco di averlo invitato a condividere questa che è la prima eucarestia domenicale che si può celebrare con i fedeli, dopo 13 domeniche a porte chiuse per colpa del Coronavirus. “È bello anche per me – ha detto – celebrare con la comunità in questo luogo che è il cuore della vita cristiana cremasca e della storia della nostra diocesi.” Ha salutato anche tutti coloro che seguono la trasmissione via streaming, soprattutto gli ammalati e chi non può uscire di casa.
“In questo giorno – ha continuato – il Signore risorto conclude il tragitto della sua vita, entrando nella pienezza della vita di Dio e aprendone anche a noi l’accesso. Mentre contempliamo il Signore che siede alla destra del Padre ci ricordiamo che egli è presente in mezzo a noi e questo diventa per noi un impegno a diventare suoi testimoni e annunciatori.”

Nell’omelia il Vescovo ha spiegato che Gesù è entrato nel cielo cioè nella pienezza di Dio alla quale vuole portare anche noi. “Ma perché possiamo raggiungere quella destinazione dove ci ha preparato un posto, bisogna fare della nostra vita la casa di Dio. Dobbiamo imparare una sorta di ospitalità reciproca: Dio ci aspetta e ci prepara una casa, cioè la pienezza della sua vita (dove Gesù già arrivato e ci aspetta), ma perché questa ospitalità di Dio si realizzi dobbiamo, a nostra volta, imparare a fare spazio a Dio nelle nostre case: Gesù è venuto per questo, per insegnarci cosa vuol dire accogliere Dio nella nostra vita: far sì che sia il Dio con noi, non un’entità lontana: Dio vuole trovare casa nella nostra vita, ci chiede di essere ospitato, di essere accolto. Gesù è appunto il Dio con noi, l’Emmanuele. E nel Vangelo dice che sarà con noi sino alla fine del mondo.”
È la proposta del Vangelo, ecco perché è importante che sia annunciato e tutti. E Gesù affida ai sui discepoli il compito di dargli testimonianza e di fare discepoli tutti i popoli. 

“Siamo chiamati – ha concluso il vescovo Daniele – ad annunciare quella casa in cui Dio ci aspetta con la nostra vita, anche se siamo fragili e imperfetti, come i discepoli che sono 11 perché uno ha tradito e loro stessi continuano a dubitare. Domenica prossima riceveremo lo Spirito Santo a Pentecoste, perché con il dono dello Spirito venga reso possibile tutto questo.”
La Messa è stata celebrata secondo tutte le prescrizioni di sicurezza, il vescovo, prima della comunione si è rimesso la mascherina e ha disinfettato le mani, distribuendo il pane sulle mani dei fedeli, senza dire nulla: e i presenti si sono recati in fila (adeguatamente distanziati) e prendere l’eucarestia in silenzio.

Al termine don Benedetto ha ringraziato il vescovo Daniele per aver accolto l’invito, dopo tanta assenza dell’assemblea dei fedeli, quasi a inaugurare questo tempo nuovo nella speranza della liberazione da quanto ci sta preoccupando da alcuni mesi.
Al termine della Messa mons. Gianotti ha ricordato la sua lettera che ha scritto nell’occasione della ripresa delle messe con il popolo, “perché possiamo vivere questo momento come un vero dono che ci aiuta a realizzare in noi piano piano la somiglianza al Signore Gesù che è il senso della nostra vita cristiana.”