Castelleone – Ricettazione e furto d’auto, 40enne arrestato a Robecco insieme ad altre quattro persone

Figura anche un castelleonese, C.F.M., 40enne pregiudicato, tra i cinque arrestati dai Carabinieri a Robecco d’Oglio. L’accusa, per lui e per T.F. (classe 1993) e T.P (classe 2001) residenti a Robecco d’Oglio, insieme al pluripregiudicato T.M., 69enne di Paderno Dugnano e L.M. Romeno classe 1978 domiciliato sempre nel Comune milanese, è di ricettazione in concorso e furto aggravato.

“Nel corso di mirati servizi preventivi tesi al contrasto dei reati contro il patrimonio – spiegano dal Comando provinciale dell’Arma – nel pomeriggio di martedì i Carabinieri hanno intercettato due autovetture, di cui una avente ruolo di ‘staffetta’ e l’altra a seguito che risultava provento di furto, sulle quali viaggiavano i cinque soggetti. Le auto, viste sfrecciare nel centro del paese, sono state immediatamente seguite sino all’interno di una ditta di ricambi automobilistici di proprietà di T.F. dove i cinque sono stati sorpresi mentre tentavano di occultare all’interno di un capannone l’auto rubata, un’Alfa Romeo modello Mito, poco prima asportata a Flero (Bs). Nel corso della perquisizione dell’officina veniva rinvenuta, già tagliata a pezzi e caricata a bordo di un autocarro, pronta per essere trasportata altrove, un’autovettura Fiat Panda, risultata asportata nel corso della mattina del 19 maggio a Seregno (Mi)”.

L’operazione ha consentito ai militari anche di rinvenire, a bordo delle auto e all’interno dell’officina, vari set di grimaldelli, chiavi universali e arnesi atti allo scasso, nonché due disturbatori di frequenza molto potenti e in grado di inibire l’utilizzo dei telefoni e le comunicazioni radio delle Forze di Polizia. Sono state inoltre sequestrati un telecomando universale, capace di leggere i codici di apertura degli impianti elettrici e dei cancelli delle abitazioni private, e numerose parti meccaniche e di carrozzeria di dubbia provenienza.

I cinque arrestati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della caserma S. Lucia in attesa del rito per direttissima, svoltosi il giorno successivo presso il Tribunale di Cremona. Al termine dell’udienza, che ha visto convalidati tutti gli arresti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto due misure cautelari degli arresti domiciliari e un divieto di dimora nella provincia di Cremona nonché la liberazione dei rimanenti arrestati.