FASE 2 – Crema e la voglia di tornare a vivere: riaperti bar, ristoranti e negozi al dettaglio

Alessandra del City Cafè dietro al bancone

Crema è ripartita. Nel rispetto del Dpcm arrivato da Roma e dell’ordinanza regionale a firma del governatore Attilio Fontana, stamattina la città ha mostrato grande voglia di… ricominciare a vivere. Certo non erano affollate le attività – bar, ristoranti e negozi – ma l’aumento delle persone per le strade e delle code davanti ai negozi al dettaglio era evidente. La prima nostra tappa non poteva che essere quella da Enrico Liretti, storico parrucchiere di via Matteotti: già di primo mattino un cliente seduto alla poltrona. Nel rispetto del protocollo di settore, il salone, di recente premiato dalla Regione come “storica attività”, ha aperto e lavora su appuntamento con materiali monouso e tutti gli accogimenti del caso.

I bar avevano già riaperto con il servizio “take away”, ma stamane alzare le saracinesche e accogliere la gente all’interno ha fatto la differenza. “I clienti sono contenti di tornare ad assaporare il caffè nelle tazze e seduti ai tavolini. D’altronde ognuno ha le sue abitudini e questa, ci dicono in tanti, è irrinunciabile”, spiega Alessandra del City Cafè. Anche qui rigore nel rispetto delle norme: entrata e uscita differenziati, distanza, igienizzazione e quant’altro. Non è stata di certo una partenza sprint, ma “la gente torna pian piano e va bene così: siamo molto contenti di essere tornati anche noi”, afferma la simpatica titolare. Per i plateatici si dovrà attendere ancora qualche giorno: un po’ tutti i bar hanno inviato agli Uffici comunali il progetto riguardante lo spazio esterno e attendono risposte per svilupparlo concretamente. Come noto ci saranno agevolazioni sino a ottobre.

Soddisfatto della riapertura anche Andrea del Caffè Marini: “I clienti sono arrivati, ora saremo sempre aperti e speriamo di ricominciare davvero tutto come prima”, ci ha detto, servendo al tavolo. Contenti i clienti: “Dopo mesi tornare a bere il caffé in piazza, seduto ai miei tavolini preferiti – quelli del Bar Duomo in questo caso – è stato emozionante. Oggi il caffé aveva tutto un altro sapore!”, afferma un avventore. Bene, sempre all’ombra della cattedrale, anche al G-Glace, dove la clientela non si è fatta attendere, così come al Caffé Vienna di via Mazzini. “Direi tutto ok, finalmente abbiamo riaperto – dichiara Riccardo, titolare del bar –. Va anche considerato che oggi è lunedì e alcuni negozi non sono ancora aperti, quindi da domani penso ci sia ancor più gente”. Anche gli altri caffè del centro storico hanno visto un discreto afflusso di persone.

Nelle strade del commercio cittadine, i negozi sono aperti al 50%, essendo lunedì giorno di riposo per molti. Qualcuno ha alzato la serranda comunque, altri lo faranno da domani. Le code per accedere alle rivendite, come detto, si sono allungate: per gli esercenti e l’economia in generale un buon segnale. Crema ha voglia di tornare la stessa di sempre. Ci sembra giusto, però, appellarci al buonsenso delle persone (come han fatto le Istituzioni a tutti i livelli), ricordando che fino al 31 maggio in regione permane l’obbligo di indossare la mascherina (o un foulard che copra naso e bocca) e di restare a casa in caso di sintomi influenzali o tosse.

Le attività economiche e produttive, dunque, sono tornate: la condizione è che si rispettino i contenuti dei protocolli o delle linee guida Inail, in modo da assicurare livelli adeguati di protezione per prevenire o ridurre il rischio di contagio. Il mancato rispetto delle norme e delle regole determina la sospensione dell’attività fino al momento in cui vengono ripristinate le condizioni di sicurezza. Valgono le “Linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche e produttive” assunte dalle Regioni e fatte proprie dal Governo con l’ultimo Dpcm. In Lombardia, oltre ai bar, ai ristoranti e ai parrucchieri, di cui abbiamo scritto, la riapertura ha interessato pure musei, estetiste e centri estetici e molte altre attività commerciali, con ripresa anche delle funzioni religiose in presenza. Tra le attività non consentite, neppure all’aperto, quelle di piscine e palestre, che apriranno a fine mese.