COMUNITÀ SOCIALISTA – Ripartire da Masterplan 3C, sanità, lavoro e imprese

Crema

Torna a farsi sentire la Comunità socialista cremasca che, dopo tanti decreti e ordinanze tesi al contenimento della diffusione del Coronavirus, ritiene ormai giunto “il tempo di cominciare a delineare le  strategie economiche e sociali, che si reputano idonee al futuro del nostro Paese”. 

Virginio Venturelli e soci sono convinti che il Covid-19, “ha colpito ovunque indistintamente, uniformando comportamenti, ma è stato falsamente democratico nella distribuzione dei danni, penalizzando di più i soggetti deboli, in senso lato. La distribuzione a pioggia dei bonus, peraltro anche tardivamente finalizzati dalle procedure burocratiche previste, non hanno riequilibrato  sufficientemente la situazione, che resta bisognosa di  ben altri  sforzi, di cambiamenti rapidi e consapevoli da parte di imprese, lavoratori, apparato pubblico e politica”. 

Con la graduale riapertura delle attività, per i socialisti il Governo non ha più alibi per altri ritardi e onorare quanto promesso affinché nessuna impresa possa fallire e nessun lavoratore possa restare senza stipendio”. Tra  gli obiettivi prioritari da centrare a breve/medio periodo, la Comunità socialista indica quelli del settore imprenditoriale e del lavoro, nonché quello sanitario. “Nel primo ambito, previo un aggiornamento circa la cantierabilità delle opere, ci aspettiamo l’approvazione di un corposo Piano d’interventi, accompagnato da una parallela incentivazione di tutti i lavori finalizzati a risparmio energetico e sicurezza”. Per quanto riguarda il sistema sanitario, “vanno riconsiderati i rapporti e le convenzioni oggi in essere, tra gli Enti pubblici e gli operatori sanitari privati, la ridefinizione delle competenze concorrenziali, in materia sanitaria, tra lo Stato e le Regioni, la riorganizzazione  delle reti e dei presidi territoriali, investendo, ovunque, per il miglioramento  dei servizi fondamentali, ricorrendo, se necessario, anche all’utilizzo dei fondi europei destinati allo scopo”, affermano Venturelli e colleghi. 

A differenza della “Fase 1”, servono quindi idee, proposte e visioni  politiche lungimiranti, un confronto e una discussione “capaci di scatenare dibattiti in ogni regione e provincia, anche tra i sindaci, le categorie sociali e i partiti del nostro territorio”.

Da tempo la Comunità socialista cremasca, in quest’ottica, ha suggerito di riprendere l’esame critico degli scenari prospettati dallo studio Masterplan 3C, promosso dall’Associazione Industriali di Cremona, naturalmente confermando indirizzi o meno, in rapporto al mutato contesto generale. Nel quadro delle forze politiche, puntualizzazioni determinanti sono attese “dal Pd sull’utilizzo prioritario dei finanziamenti pubblici disponibili, a sostegno dei collegamenti  ferroviari e stradali, attesi da tempo nel territorio, nonché sulla riqualificazione della Cremona-Mantova, sulla cui attuazione parecchio altalenanti restano sia Governo che Regione. Ma anche da parte di Forza Italia, dopo aver lanciato l’idea della realizzazione di un nuovo e più grande ospedale da erigere nel capoluogo, presso la struttura attuale. Un’indicazione opposta alle esigenze, da più parti evidenziate, per il miglioramento primario della rete socio-sanitaria, attraverso un deciso efficientamento degli attuali presidi  territoriali”.