Pallavicina: il vescovo Daniele celebra la Festa dell’Apparizione

Celebrata questa sera la festa dell’apparizione della Madonna presso la roggia della Pallavicina a pochi passi da Izano, dove ora sorge il Santuario della Madonna detta appunto della Pallavicina. La Vergine Maria il 13 maggio di un anno della prima metà del secolo XV, sarebbe apparsa a una ragazzina (lo stesso giorno della prima apparizione di Fatima). Le chiese di comunicare al parroco il desiderio che venisse eretto in loco un santuario. Il sacerdote naturalmente non prestò fede alla missiva della ragazza. La Madonna le è quindi riapparsa il giorno dopo (14 maggio) consegnandole un ramoscello che sarebbe fiorito una volta nelle mani del sacerdote. Convinto il parroco della soprannaturalità del messaggio, il santuario venne costruito.

E il 25 agosto 1919 l’immagine della Madonna, conservata al suo interno, venne incoronata  dall’allora arcivescovo di Milano, il card.Carlo Ferrari. Per ricordare questo importante avvenimento storico, il parroco don Gian Carlo Scotti si è rivolto a papa Francesco che, attraverso la Penitenzieria Apostolica, ha concesso la celebrazione di un anno giubilare con possibilità di indulgenza plenaria. L’anno giubilare mariano è iniziato lunedì 13 maggio 2019 (giorno della prima apparizione) e sarebbe dovuto terminare proprio oggi, 14 maggio 2020, giorno della seconda apparizione. 

Ma l’emergenza coronavirus non ha permesso di celebrare solennemente la chiusura del giubileo, con la presenza del popolo (lo rappresentava comunque il sindaco) per cui – e lo ha annunciato il parroco don Gian Carlo proprio questa sera prima che il vescovo Daniele iniziasse la Santa Messa alle ore 20.30 – la penitenziaria Apostolica ha concesso di prolungare l’anno giubilare fino alla fine del 2020. Per cui la solenne conclusione è stata spostata in autunno.

Ma vi era un terzo motivo nella celebrazione di questa sera: il 17 marzo cadeva il cinquantenario dell’ordinazione episcopale di mons. Marco Cè, poi patriarca di Venezia e cardinale, il più illustre cittadino del Comune di Izano. Non poteva essere dimenticato.

Le letture della Messa hanno raccontato, quella degli Atti la preghiera di Maria insieme agli apostoli in attesa dello Spirito Santo; il Vangelo il dono di Maria come Madre a Giovanni da parte di Gesù in croce.

La Madonna con gli apostoli nel cenacolo – ha commentato mons. Gianotti nell’omelia – richiama la nostra situazione di chiese ancora chiuse e l’odierna Giornata di preghiera di tutte le religioni per la cessazione della pandemia, lanciata da papa Francesco.

E lo sguardo è rimasto fisso su quella piccola comunità in preghiera. Il vescovo Daniele ne ha sottolineato alcuni aspetti.

“Maria e discepoli insieme stanno vivendo un momento di attesa. E nell’attesa pregano. Pregano forse con i salmi, dando però sempre più spazio al silenzio, per lasciar fare a Dio che riempie il nostro silenzio e il nostro vuoto. E arriva lo stesso Spirito che prega con gemiti inesprimibili, come dice Paolo, perché è la preghiera di Dio stesso. Di questa preghiera abbiamo bisogno soprattutto in questo momento storico.

Maria, donna di preghiera e silenzio – ha concluso – ci aiuti a custodire in noi una preghiera capace di far spazio a Dio che viene. E dopo la Pentecoste sapremo andare e portare la salvezza al mondo intero.”

 La Messa è continuata accompagnata dai canti e dal suono dell’organo. Al termine don Gian Carlo ha ricordato i prossimi appuntamenti del vescovo: sabato sera l’Eucarestia a Ripalta Guerina nell’anniversario della nascita del beato padre Alfredo Cremonesi e, domenica sera a Madignano, la preghiera per padre Gigi nel ventesimo mese della sua prigionia.

La celebrazione si è conclusa con la preghiera alla Madonna della Pallavicina e la benedizione del vescovo.