FASE 2 – Quel buon caffé del bar, che sa di normalità…

Quel buon caffé del bar (o cappuccio) che sa… di normalità. Anche diversi cremaschi, dopo la concessione del “take away” a ristoranti, pub e bar, si sono concessi la tanto sospirata “pausa caffè” durante il giro in centro o la sosta dall’attività lavorativa. Certo non è un “tutto come prima”, con gli esercenti obbligati a non far entrare nessuno nella struttura, servire con tutti i Dpi del caso e in confezioni usa e getta.

Nonostante l’aumento delle persone che camminano per le vie cittadine, i caffé venduti sono ancora pochi, soprattutto rispetto al periodo precedente all’emergenza sanitaria. Una ripartenza “col freno a mano tirato” – tra gli avventori c’è ancora diffidenza – ma comunque una ripartenza. Siamo certi che, prima o poi, la situazione si sbloccherà. Con senso di responsabilità e rispettando le norme indicate da virologi e istituzioni, in ogni caso, il caffè oggi si può prendere in tranquillità. Abbiamo visto clienti sorridenti e soddisfatti per aver riassaporato il caffé del bar. Certo degustarlo nei bicchierini di plastica e non in tazza, in strada e non in compagnia non è la stessa cosa, ma per il momento è giusto accontentarsi. Piccoli passi, con prudenza, per tornare, quando sarà possibile, alla normalità, o meglio, alla “nuova normalità” che ci attende dopo la pandemia. Sì perché non tutto sarà come prima. Dal 1° giugno, stando all’ultimo decreto, per i bar ci sarà anche la possibilità di utilizzare il plateatico – rispettando accorgimenti e distanze – per piazzare i tavolini. Siamo fiduciosi.