Liceo Racchetti-da Vinci – Lo Sportello psicologico attivo in modalità a distanza

Sportello psicologico

L’attuale situazione è tristemente straordinaria e ha fatto percepire tutta la sua minacciosa forza non solo nelle famiglie che hanno pianto un lutto o in chi ha dovuto combattere la malattia in prima persona, ma anche a coloro che hanno perso la loro normalità, la quotidianità divenuta ormai un ricordo. Fra questi anche gli alunni e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Tuttavia, presso molte scuole secondarie di 2° grado, è attivo lo “Sportello Ascolto”, per dare spazio alla voce degli studenti che necessitano di colloqui con psicologi scolastici. Il servizio è proseguito online anche in questo periodo così carico di nuove perplessità.
La prof.ssa Angela Maria Beretta del Liceo Racchetti-da Vinci cura anche lo sportello psicologico dell’Istituto.

GLI OBIETTIVI DEL SERVIZIO

Il progetto vuole “monitorare eventuali situazioni a rischio; dare sostegno alla formazione della personalità dei ragazzi; offrire consulenza, collaborazione e (in)formazione agli insegnanti; offrire sostegno alle famiglie attraversate da difficoltà relazionali, fornendo consulenza psicologica in merito allo sviluppo dei figli e al rapporto genitori-figli. Lo Sportello intende contribuire a promuovere lo sviluppo, a facilitare l’acquisizione e a favorire il migliore utilizzo delle risorse personali, scolastiche, familiari e comunitarie nonché di ridurre al minimo le difficoltà e i problemi psicologici. Abitualmente è rivolto non solo ai singoli allievi, ma altresì ai gruppi-classe considerati nella complessità delle loro dinamiche relazionali, al personale docente e non docente, alle famiglie degli alunni. I contenuti di ogni colloquio sono strettamente coperti dal segreto professionale. Tuttavia, se dovessero emergere delle aree-problema su cui si ritenesse cruciale intervenire dal punto di vista educativo – preventivo, lo psicologo fornisce alla Scuola opportune indicazioni per promuovere strategie di prevenzione – intervento”.

Quali aspetti del disagio emergono maggiormente?

“È molto difficile sintetizzare perché ognuno porta richieste molto personali, che afferiscono alla specifica condizione che viene vissuta al momento. In ogni caso quello che ho sperimentato è che spesso è sufficiente sentirsi riconosciuti nella propria sofferenza per avviare un cambiamento di prospettiva. Ho constatato una grande fiducia in chi si rivolge allo Sportello e una certa facilità nel costruire un’alleanza che abbia come esito il recupero della propria autostima e, nel caso di difficoltà scolastiche, della motivazione. Nei ragazzi, specialmente, percepire un autentico coinvolgimento e un accompagnamento nel momento in cui stanno attraversando una difficoltà costituisce già un forte supporto. Si deve tener presente che l’attività dello Sportello non è la terapia psicologica. Quindi, qualora emergano problemi di una certa complessità, l’invito è a cercare competenze al di fuori della scuola”.

E per quanto riguarda i genitori, cosa emerge?

“I genitori si rivolgono allo Sportello prevalentemente per problemi legati all’orientamento; questo accade quando, soprattutto per gli iscritti alle classi prime, la frequenza della scuola sembra mettere in gioco la non appropriatezza della scelta. Devo riconoscere che i colleghi del Racchetti-da Vinci si dimostrano molto disponibili alla collaborazione quando si tratta di favorire il benessere dei ragazzi. Il supporto che il dirigente ha dato a questa iniziativa contribuisce a creare la giusta sintonia”.

E in questo periodo così particolare come sta andando il servizio?

“Il forte momento di disorientamento ha scardinato certezze, consuetudini, sicurezze e anche la comunità educante non può non risentirne. Dopo i primi giorni di preoccupazioni e timori pubblici e privati, la risposta all’emergenza e al disagio generale e personale esige un esplicito esercizio di responsabilità e di tolleranza. Da quando lo sportello è stato riattivato in modalità a distanza, ci è voluto del tempo perché riprendessero le richieste di accesso allo sportello…. forse c’è voluto un po’ di tempo per elaborare la nuova proposta. Credo che una delle ragioni sia la mancanza di riservatezza che lo stare in casa comporta”.