Sport e fattori a rischio

Il desiderio di chi pratica sport di poter riprendere l’attività è grande. Ma deve fare i conti con l’emergenza sanitaria e con l’analisi sulla ripartenza elaborata dal Politecnico di Torino. Il dossier analizza le diverse e possibili forme di attività sportiva sia per l’allenamento sia per le gare; uno studio che parte dall’autovalutazione del rischio richiesta ad ogni federazione sportiva sulla base degli elementi più rilevanti ai fini della possibilità di contagio da Covid 19. Il modello di confronto adottato per tutti gli sport, è stato quello relativo al rispetto della distanza, all’utilizzo dei dispositivi e all’applicabilità della digitalizzazione suddivisi per ambiti di valutazione sul sito sportivo, sito di allenamento, sito di gara ed evento pubblico. Il fattore di rischio è stato indicato per ciascuna disciplina con un indice crescente da 0 (inesistente) a 4 (elevato). Vela, golf, equitazione, pesca, tennis e nuoto in mare aperto sono risultati gli sport a rischio praticamente zero mentre tra i più pericolosi sono stati annoverati il pugilato e gli sport di squadra ad intenso contatto fisico come il rugby e il basket. Tra gli sport a rischio (grado 3) anche il calcio, che ha evidenziato diverse criticità oltre che per la vicinanza tra atleti in azione anche per l’utilizzo di spogliatoi e servizi comuni. Rischio ridotto a 2 per la pallanuoto (che si gioca in acqua clorata) e il beach volley. Va meglio per il nuoto in corsia e per il ciclismo, categorizzati con indice 1. In questa fascia rientra anche il ciclismo, anche se vanno differenziate le varie specialità, che hanno caratteristiche e peculiarità molto differenti tra loro. Tra gli aspetti più a rischio per il ciclismo c’è ovviamente l’alto numero di atleti in gruppo per le gare su strada e, ancor più, per il mondo delle Gran Fondo. Esiste però la possibilità per gli atleti di indossare i dispositivi di protezione (guanti, mascherine e occhiali monouso) nel corso delle competizioni e degli allenamenti e in occasione delle corse di gruppo. Qualche problema potrebbe riguardare anche l’utilizzo di spogliatoi e servizi per le gare in pista. L’aspetto più impegnativo è quello che riguarda le misure da adottare. Tra queste misure vi sarebbe l’obbligo, in caso di gare di gruppo, di effettuare il tampone 48 ore prima dell’evento a tutti gli atleti partecipanti. Una condizione che di fatto costringerebbe a rinunciare a qualsiasi tipo di gara ciclistica di gruppo almeno sino a quando il rischio di contagio da Covid 19 non sia ridotto o eliminato del tutto mentre sulle mascherine il Politecnico di Torino sembra adottare una linea più elastica: sarebbero da utilizzare sempre anche se è possibile derogarvi quando l’uso della mascherina sia incompatibile con il consumo metabolico e con il gesto atletico. Per questo motivo, il ciclismo dovrà accontentarsi di gare a cronometro individuali per tutto il 2020 e, forse, anche per buona parte dell’anno venturo.