CREMA E LA “FASE 2” – Servono responsabilità dei cittadini e controlli “ravvicinati”

Mamme con passeggini, avventori dei negozi, lavoratori, camion che scaricavano nei negozi merce e rifornimenti. Stamattina Crema, rispetto al primo giorno della “fase 2”, è tornata ad animarsi, molto di più che alla riapertura di lunedì 4. Prove di normalità, nonostante i divieti ancora in vigore e le regole da seguire. Riaperti anche i bar, con il via anche per loro del servizio di “take away“: così i cremaschi hanno potuto ritirare caffè e cornetti da asporto. Un breve giro in città ha dimostrato che è possibile (doveroso) ripartire, ma è chiaro che i cittadini devono fare la loro parte. Anche il sindaco, aprendo quattro parchi pubblici cittadini, ha chiesto responsabilità e collaborazione. Spiace, quindi, aver visto qualcuno che non rispetta la distanza personale, che abbassa sotto il naso la mascherina (in Lombardia è obbligatoria) e che si comporta come nulla fosse. L’emergenza sanitaria non è ancora finita. Con il virus bisogna imparare a convivere, non fingere che tutto sia finito!

Un’auto della Polizia Locale e un’altra della Polizia di Stato hanno attraversato le “quattro vie” per un rapido controllo. Ci chiediamo, senza polemica: perché non attraversare le strade a piedi o in bicicletta (come un tempo) per controllare meglio che le regole vengano rispettate? Senza per forza elevare sanzioni, ma anche solo per richiamare direttamente e “da vicino” i cittadini inosservanti dei comportamenti imposti dall’emergenza.

Abbiamo citato i parchi pubblici, presidiati dalle forze dell’ordine: anche qui abbiamo visto pericolosi “ritrovi” ravvicinati, come al Campo di Marte (i soliti ignoti…) e in viale Repubblica. Insomma, ben venga la “fase 2”, ma con i doverosi controlli, altrimenti saranno guai.