Golf Crema – Il presidente Gargioni “In questo periodo costi fissi per 100mila euro”

L’apertura dei campi da golf è attesa da moltissimi appassionati di questa disciplina. L’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ha costretto tutti ad una necessaria quarantena, lontani da mazze e palline. Il circolo di Ombrianello è chiuso ormai dal 22 febbraio scorso. Per chi è accomunato da questa passione, giocare a golf, significa godere della natura, respirare aria pulita, mantenere mente e corpo in attività, godere della compagnia degli amici, distrarsi in un mondo sempre più problematico che ci tempesta di negatività. Ancora non c’è ufficialità, ma pare che molto presto si potrà tornare sul green. Perché si parte dal presupposto che il golf è uno sport sicuro, in quanto permette di rispettare la regola di base del distanziamento sociale e perché praticato all’aria aperta, su un’ampia superficie di ettari di terreno.
La Federazione ha messo a punto un protocollo di sicurezza:. tra le proposte, si consentirebbe l’accesso alla segreteria solo ai dipendenti, comunque muniti di dispositivi di protezione individuale, partenze distanziate di almeno 10 minuti, non toccare l’asta per nessun motivo (inserendo un supporto all’interno della buca per facilitare il recupero della pallina) e la rimozione dei rastrelli dal percorso (risistemare i bunker con i piedi o col proprio bastone). Si raccomanda l’utilizzo di più dispenser di gel disinfettante, di chiudere i servizi igienici, se non si può assicurare una continua sanificazione, usare palline proprie in putting green con buche tappate o con rialzi di plastica, usare guanti monouso se si prendono le palline per il campo pratica e i relativi cestini. Spogliatoi, pro shop e ristorante rimarrebbero chiusi. Il presidente Fabrizio Gargioni: “A livello ufficioso ci è stato detto da lunedì 18, ma non ci sono ancora conferme. Di sicuro, se ci fanno riaprire solo per gli allenamenti e non per le gare, è meglio che restiamo chiusi. In questo periodo di inattività abbiamo avuto costi fissi per 100 mila euro. Il campo va tagliato, irrigato e sistemato quotidianamente. Non lo si può abbandonare soltanto perché nessuno ci gioca. In aggiunta, vanno considerati i mancati incassi. Dalle quote gara proviene il 70% delle nostre entrate”.