CONFARTIGIANATO CREMA – Lettera aperta ai parlamentari per la riapertura di parrucchieri ed estetisti

Pierpaolo Soffientini , presidente Confartigianato Imprese Crema, e Roberta          Porchera, referente per il gruppo Acconciatura/Estetica hanno scritto una lettera ai parlamentari per la riapertura di parrucchieri ed estetisti, incomprensibilmente “bloccati” dall’ultimo Dpcm fino a giugno.

“Siamo rimasti sinceramente stupiti dalle dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio quando abbiamo appreso che la data indicata per la riapertura delle attività di acconciatura ed estetica, sarà quella del 1° giugno. Evidentemente quanto da noi segnalato nei giorni scorsi al Governo – quando ci siamo messi a disposizione per individuare modalità per poter consentire lo svolgimento delle attività nella assoluta sicurezza – non è stato preso con il dovuto peso e l’adeguata considerazione: forse non è stato ritenuto importante apprendere che il lockdown abbia consentito a centinaia di operatori abusivi e irregolari di girare di casa in casa, aggravando una piaga già preoccupante”, vi si legge.

Per gli operatori regolari che Confartigianato rappresenta – parliamo di un settore con oltre 130.000 imprese che impegnano 263.000 addetti, di cui 993 in provincia di Cremona con 1.750 persone impiegate – è stato difficile affrontare il sacrificio di chiudere tra i primi, ma responsabilmente sono state accolte le disposizioni del Dpcm dell’11 marzo. “È difficile ora accogliere con tranquillità questo ulteriore slittamento della riapertura che interviene a fiaccare ulteriormente il settore. Con senso di responsabilità abbiamo elaborato e presentato tempestive e dettagliate proposte al Ministro dello Sviluppo Economico su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia, igienizzazione. Proposte che penalizzano fortemente le possibilità di ricavo delle imprese, ma tuttavia indispensabili. Purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna risposta”.

Ora che le attenzioni del Governo sono rivolte ad altri settori, Confartigianato spiega che “non ci rimane null’altro, quindi, che far ascoltare lo sconforto e la rabbia di chi, già provato, si vede ora esasperato, con il rischio che la rabbia diventi reazione disordinata e non arginabile altrimenti, se non attraverso l’impegno serio del mondo politico rispetto alla situazione. Vi chiediamo, pertanto, di voler sostenere le legittime istanze del settore con tutti gli strumenti a vostra disposizione, affinché il Governo possa riprenderle rapidamente in esame e conseguentemente disporre di uno sblocco a breve scadenza delle attività.