CORONAVIRUS – Quei numeri, che numeri non sono

Comune di Crema

Qualche numero, che numero non è. Molti cremaschi e cremasche si chiederanno lo stato dell’arte del contagio nella nostra città. Ho dato pochi numeri, in queste settimane, ed è stato per scelta, per varie ragioni. Prima di tutto perché il numero ‘spersonalizza’, astrae, rende rarefatta la nostra percezione, allenta l’empatia, noi invece dobbiamo continuare a parlare e pensare a persone in carne e ossa, nostri vicini, amici, conoscenti, parenti, colpiti e sofferenti”, ha scritto sul suo profilo social il sindaco.

“Poi sono stata poco appassionata ai numeri perché ormai abbiamo capito che questa è la ‘dimensione ufficiale’ del contagio, ma è evidente che a fronte dei casi conclamati ci sono e ci sono state tante situazioni, fra noi, di persone asintomatiche o con sintomatologie blande, che il virus lo hanno contratto. Così come vi è stato un tasso impressionante di decessi, molto verosimilmente legati al virus, ma non a esso correlati in modo ufficiale. Una terza ragione è stata che i numeri fotografano un momento, ma la situazione purtroppo per tante settimane è stata molto dinamica”, ha proseguito Bonaldi.

Ora che la situazione si sta stabilizzando, e che anche i dati riportati dai media “sono abbastanza in linea con quelli che ci sono giornalmente forniti da Ats e Prefettura, possiamo fare il punto, con una buona dose di attendibilità”. A Crema dall’inizio della pandemia (dato in continuo aggiornamento) contiamo 492 casi ufficiali di contagio da Coronavirus. “Fin dalle prime settimane i sindaci hanno ricevuto gli elenchi nominativi delle persone contagiate e questo avviene tutt’ora. L’ultimo elenco, dell’altra sera, conta 367 cittadini di Crema contagiati, circostanza da cui possiamo dedurre che, purtroppo, 125 cremaschi e cremasche a oggi sono deceduti per, o con, Coronavirus. Dei 367 nostri concittadini contagiati, 235 risultano già guariti, vale a dire che hanno superato la prova dei due tamponi negativi che attestano la sconfitta del virus, mentre altre 132 persone stanno ancora combattendo”.

A tutti, persone e non numeri, “ciascuno con la propria storia, i propri affetti, le proprie fatiche e sofferenze, ci stringiamo in un abbraccio affettuoso, con un pensiero particolare e doloroso a coloro che non ce l’hanno fatta e alle loro famiglie, che hanno vissuto questi momenti tragici in solitudine e senza il conforto degli affetti e l’umanità di quei riti di accompagnamento dei nostri defunti che, se non restituiscono chi non è più con noi, almeno aiutano a lenire il dolore della perdita”.