La speranza nella precarietà. Veglia alle Villette per il Paese e per il mondo del lavoro

“La Speranza nella precarietà.” È il tema della Veglia di preghiera per il Paese e per il Mondo del Lavoro che si è svolta questa sera alle 20.30 presso la chiesa di san Giuseppe lavoratore alle Villette. Trasmessa in diretta sul canale YouTube de Il Nuovo Torrazzo. 

La veglia è stata presieduta dal vescovo Daniele. Dopo la preghiera di apertura, sono stati letti vari brani del messaggio dei Vescovi  italiani per la festa del 1° maggio 2020, che sottolineano la pesante crisi economica: nulla sarà come prima per il mondo del lavoro, con grande rischio per lavoratrici e lavoratori.

Tra un brano e l’altro – accompagnati da canti e preghiere – la testimonianza dal mondo del lavoro di Raffaella Bianchessi che ha raccontato l’esperienza nell’azienda dove lavora in questo momento di straordinaria difficoltà.

Gianni Risari ha invece offerto una testimonianza per il mondo della politica e delle istituzioni. Ha ricordato la sera del 27 marzo quando papa Francesco ha pregato da solo in piazza San Pietro per il mondo intero, dicendo che abbiamo sbagliato strada. Occorre un nuovo modello sociale dove l’uomo sia al centro. In altre occasioni il papa ha pregato per i politici perché costruiscano davvero il bene comune e non gli interessi del proprio partito e ha chiesto un’Europa solidale e unità. Anzi, Risari ha ricordato la richiesta già di papa Giovanni di un governo unico per il mondo intero. Proposta non accolta, anzi “abbiamo costruito una globalizzazione sull’interesse economico”. Al proposito ha cita l’intervista del vescovo Daniele sul Nuovo Torrazzo che chiede una conversione, se vorremo costruire, dopo questa prova, un mondo migliore.

Si è poi letta la parola di Dio: un brano della seconda lettera ai Tessalonicesi. L’ha commentata il vescovo Daniele partendo dalla frase di san Paolo: Non stancatevi di fare il bene. “Tra le tante curve citte in questi giorni – ha detto – c’è anche quella del fare il bene. Ha avuto un’impennata iniziale, (basti ricordare medici e personale sanitario), ma adesso rischia di scendere. Non stanchiamoci di fare il bene, perché avremo bisogno di questa solidarietà per molto tempo.”

“Una solidarietà condivisa, ha detto il vescovo. Soprattutto per affrontare i momenti difficili nel mondo sociale. Cambiare richiede un gigantesco sforzo, non sarà automatico, ma bisogna convertirsi, anche a modelli nuovi, economici, politici e nei rapporti con la terra.

Dovremo convertirci tutti nei nostri comportamenti di vita – ha aggiunto – e come Chiesa, stando più vicini gli uni gli altri.” E ha ricordato soprattutto le persone più emarginate per le quali la diocesi lancerà presto un fondo di solidarietà: “Con quanto raccoglieremo, aiuteremo quelli se sono più in difficoltà.”

Una solidarietà non solo in diocesi, ma per l’intera nazione, e anche per coloro che vengono da noi e ci sono necessari: quindi una solidarietà globale. “Dio – ha concluso – ci chiama alla conversione e al cambiamento e, se ci chiama, ci dà anche la forza di attuarli”.

La veglia è terminata con una bella preghiera comunitaria e una solenne benedizione.

Appuntamento per la prossima iniziativa il 2 maggio al santuario della Pallavicina, dove si pregherà, sempre alle 20.30, per le vocazioni.