CORONAVIRUS – Test sierologici: il nostro territorio si candida per un massiccio intervento che coinvolga i residenti

Sindaci cremaschi riuniti in assemblea in Comune

In Lombardia inizierà la somministrazione dei test sierologici, ideati e testati presso l’IRCCS pubblico San Matteo di Pavia, che, con un severo grado di attendibilità, una volta ottenuta la validazione scientifica da parte dell’I.S.S. (Istituto Superiore di Sanità), dovrebbero certificare l’immunità al virus e dunque permettere di gestire consapevolmente la fase della ripartenza e della reintegrazione sociale. Per questa iniziativa, la provincia di Cremona si candida per un massiccio intervento che coinvolga tutta la popolazione residente.

È questa la richiesta che fanno, in una lettera inviata al presidente della Regione Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Giulio Gallera, tutti i sindaci del territorio unitamente al Presidente della Provincia.

Da quando si apprende dagli organi di informazione, la Regione, come scrivono i firmatari della lettera, intenderebbe procedere con 20mila test sierologici al giorno all’interno di un piano di azione, condivisibile, che coinvolgerebbe in prima battuta gli operatori sanitari, sociosanitari nonché i cittadini che devono tornare al lavoro con particolare riferimento alle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi. Nella lettera viene fatto presente che la provincia di Cremona, su base percentuale, esprime il più elevato livello di pervasività del virus, con una media complessiva del 1,44% di contagiati e punte che sfiorano l’1,80%, pertanto molto oltre la media lombarda.

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