RAFFAELLO SANZIO: OGGI I 500 ANNI DALLA MORTE (6 aprile 1520)

Nella foto, "La Scuola di Atene" nelle stanze vaticane
Oggi cadono i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, avvenuta a soli 37 anni il 6 aprile 1520. Al proposito ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Il genio creativo, l’arte, le opere di Raffaello Sanzio sono immortali e costituiscono un patrimonio dell’umanità, alla quale, pur con la sua giovane età, riuscì a donare bellezza e armonia rinnovando la cultura figurativa e lasciando una traccia che nei secoli è rimasta sempre ben visibile. Nella ricorrenza dei 500 anni dalla scomparsa, rendiamo omaggio a un genio della pittura italiana, che, insieme a Leonardo e Michelangelo, divenne un simbolo universale del nostro Rinascimento”.
“Confidiamo che questo anniversario sia occasione per studiare ancora Raffaello, per renderne più diffusa la sua conoscenza, per ammirare i capolavori che arricchiscono edifici e musei, per approfondire, accanto allo straordinario talento pittorico, anche le sue qualità di architetto e di cultore delle antichità”, l’auspicio del Capo dello Stato.
“L’attuale emergenza sanitaria – sottolinea Mattarella – ha imposto la chiusura, pochi giorni dopo l’inaugurazione, della mostra su Raffaello allestita alle Scuderie del Quirinale, dove sono giunti capolavori provenienti da collezioni e musei di tutto il mondo”. “L’augurio – conclude il presidente – è che le porte si possano riaprire quanto prima e che da quello spirito rinascimentale che rese impareggiabile l’arte di Raffaello si possa trarre energia per una ripartenza dell’Italia e dell’Europa”.

 LA VITA DI RAFFAELLO

ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI (QUI GIACE QUEL FAMOSO RAFFAELLO, DURANTE LA SUA VITA LA NATURA TEMETTE DI ESSERE VINTA E ALLA SUA MORTE DI MORIRE).
È questa la scritta che leggiamo sulla tomba del divino pittore Raffaello Sanzio conservata nel 
Pantheon a Roma. Dice tutto della grandezza del sommo pittore.

Nato ad Urbino nel 1483, discepolo del Perugino, Raffaello si afferma ben presto come uno degli artisti più rinomati, nonostante la giovane età. Dei suoi primi anni di attività ricordiamo l'”Incoronazione della Vergine” (conservata nei Musei Vaticani) e la “Crocifissione” della National Gallery. Opere ancora influenzate dal Perugino.
La prima opera che segna una autonomia nella composizione e nei colori è lo “Sposalizio della Vergine” oggi a Brera.
Nel 1504 Raffaello si reca a Firenze per studiare le opere di Leonardo e Michelangelo. Numerosi i dipinti di questo periodo: la “Madonna del Granduca” , la “Madonna del Cardellino”, la “Madonna Bridgewater” (conservata alla National Gallery di Edimburgo), la “Madonna del baldacchino”.
Viene chiamato a Roma dal papa Giulio II che gli affida l’incarico di affrescare alcune pareti della Stanza della Segnatura. Di seguito, nel 1511, decora le Stanze Vaticane dipingendo gli affreschi della “Disputa del sacramento”, il “Parnaso” e la famosissima “Scuola di Atene”, nella stanza detta di Eliodoro le scene della “Cacciata di Eliodoro”, del “Miracolo della Messa di Bolsena”, della “liberazione di S. Pietro” e quattro episodi del Vecchio Testamento.
Nel contempo dipinge numerosi ritratti e altre scene sacre.

Nel 1514 morto Bramante, che aveva già progettato San Pietro, il Papa lo nomina responsabile della cura dei lavori per la costruzione di San Pietro. Lavora inoltre alla realizzazione delle logge del palazzo Vaticano nel cortile di San Damasco.