EMERGENZA – Mussi, Lo Sparviere: “La protezione civile inizia nelle vostre case”

Incontriamo oggi la protezione civile intercomunale Anai Crema “Lo Sparviere”. Abbiamo ascoltato la testimonianza del presidente Giovanni Mussi, uomo del fare. Quindi, bando alle ciance e subito le domande.

Come protezione civile siete stati operativi dal principio anche in questa emergenza: quali i vostri compiti per Comune/i e ospedale da campo? 

“Ci siamo attivati già nella giornata di sabato 22 febbraio alle 13.30 per il montaggio preventivo della tenda pneumatica fuori dal triage del Pronto soccorso del ‘Maggiore’. Da quella data il gruppo è in turnazione continua con una media di 10/12 volontari al giorno. Inoltre nelle prime settimane mettevamo a disposizione un’ulteriore squadra in pronta partenza per le allerte meteo, ciò per garantire l’operatività della tenda, ma anche per intervenire prontamente in caso di caduta piante e ostruzione strade. Le mansioni a noi assegnate sono aumentate con il passare del tempo e cambiano giornalmente in base alle esigenze emergenziali: nei primi giorni il controllo logistico della tenda era la nostra priorità, verificando l’operatività e il funzionamento di strutture, impianti e attrezzature. All’apertura del Coc di Crema siamo entrati in stretto contatto con Polizia Locale e il sindaco Bonaldi. L’amministrazione ha affrontato in maniera encomiabile quest’emergenza e il sindaco è sempre stata sul pezzo, disponibile e attenta: a lei e il mio grazie per la presenza”.

È arrivato poi l’ospedale da campo…

“Sì con il supporto all’Esercito nostro e di altri tre gruppi per montare i container bagno di servizio e l’impiantistica delle acque nere (3/4 giorni a tempo pieno).  Per la nostra squadra, inoltre, continua il supporto logistico all’Esercito per approvvigionare il materiale per il  campo. Svolgiamo anche le attività di supporto alla popolazione: consegna medicinali e spese; dalla sede operativa Com1 riceviamo centinaia di telefonate che smistiamo ai giusti destinatari o diamo informazioni. In gestione c’è pure la logistica dei medici cubani arrivati in città: li abbiamo prelevati dall’uscita del casello di Paullo e seguiti in tutti gli spostamenti. Coordianiamo, infine, il recupero dei materiali per l’ospedale e dei beni di prima necessità per le famiglie in difficoltà”.

Novità dell’ultimo momento? 

“Ieri, venerdì 3 aprile, è iniziata con PL ed Esercito la distribuzione delle mascherine porta a porta in città. Continuano poi ‘le ronde’ a Crema e in altri Comuni con il messaggio di ‘stare in casa’. Siamo attivi per altri Coc come Casaletto Vaprio (mascherine porta a porta), Sergnano e Capralba”.

Con quanti uomini (volontari lo ricordiamo!) e mezzi siete impegnati? 

“Il gruppo conta 28 volontari operativi; in una giornata possono turnare dai 6 ai 14 uomini in base alle attività. I membri sono tutti reperibili e nell’arco di 30 minuti dalla chiamata sono sul posto, operativi. Tutti e 28 i volontari nell’arco della settimana prendono servizio. Come mezzi disponiamo di un Iveco Daily perennemente in servizio e di un pick-up che, purtroppo, ha fatto un tamponamento nelle prime settimane e che stiamo cercando di sistemare, ma dobbiamo trovare i fondi…”.

Raccontaci la tua giornata tipo.

“Sono reperibile h24 e la sveglia è alle 5 per essere operativo alle 6. Compilo i report delle attività del giorno precedente, controllo i turni dei volontari, preparo la tabella dei compiti/servizi della giornata. Alle 8 si prende servizio in sede, parte la sala operativa e si inizia. Ogni giorno è diverso. Il mio ruolo principale è coordinare e ‘incastrare’ tutte le attività, mettendo in fila le urgenze e cercando a fine giornata di evadere tutte le richieste. Ora la nostra attenzione è rivolta alle persone più in difficoltà e cerchiamo di fare il massimo. In moltissimi ci stanno aiutando, chi con donazioni in denaro chi con materiale e viveri: grazie di cuore a tutti! Il termine della giornata non ha mai un orario preciso… a volte facciamo 13-14-15 ore filate e comunque una volta chiusa la sala Com1 tutte le telefonate vengono deviate sul mio cellulare, sempre reperibile e il coordinamento continua da casa, se non si dorme in sede” .

Anche per voi, quindi, tante manifestazioni d’affetto e aiuto. Crema, anche concretamente, ha fatto sentire il suo grande cuore… 

“Crema e i cremaschi sono davvero fantastici; il territorio si rialzerà più forte di prima. Tante persone e aziende ci stanno aiutando: a loro dico ‘il vostro aiuto è fondamentale’, le spese sostenute nel corso di questa lunga emergenza sono veramente tante e non vogliamo tirarci indietro, vogliamo essere vicini a tutti. La voglia, a fine emergenza, è di riabbracciare tutti e dire mille volte grazie! Teniamo dure e insieme ne usciremo”.

Quale è, da presidente della protezione civile, la tua preoccupazione principale oggi? 

“Le preoccupazioni attuali sono molte… sia per il presente sia per il futuro… Ora il timore principale è sicuramente la salute di tutti, soprattuto dei più deboli. Ricordo i giorni del montaggio del campo: non era un’attività come le altre, avevamo la voglia di finire in fretta per dare alla gente un piccola speranza, un ulteriore ‘avamposto’ di aiuto, ma era straziante sentire le infinite ambulanze in arrivo e in partenza. Un lavoro immane per medici e infermieri. Le preoccupazione va anche ai miei uomini, di grande volontà, ma devo cercare di tutelarli in ogni modo, ma la preoccupazione c’è per tutti perchè a un’emergenza del genere non eravamo preparati. La sofferenza in questo caso è moltissima, la sento nelle telefonate della gente che mi chiama. Non dimentichiamo lo strascico che avrà questa situazione; probabilmente dovremo rivalutare molte cose… dal rispetto reciproco al rispetto per questa terra che ci ospita. Dovremmo smetterla una buona volta di farci ‘delle guerre inutili’ perchè questa emergenza ha dimostrato che nessuno è immune da nulla!”.

La burocrazia incide, oppure nel vostro caso le cose vanno meglio? 

“Incide parecchio, rende meno operativi, anche se devo dire che noi per fortuna, con i nostri uffici provinciali, viaggiamo più speditamente: basta una chiamata ai responsabili e le situazioni vengono risolte celermente; i nostri uffici stanno facendo i salti mortali e orari infiniti. Grazie! Una cosa aggiungo, la burocrazia in situazioni di pace e ordinaria amministrazione, quella sì che ci appesantisce!”.

Lasciaci con un messaggio positivo. Ne abbiamo bisogno.

“Prima mi sento di dare una tirata di orecchie… molta, troppa gente era in giro quando il decreto di restare a casa era già in vigore e anche in questi giorni vediamo troppe persone a spasso… Se dici loro qualcosa quasi ti insultano: ognuno di noi faccia il suo piccolo e presto ne usciremo. Di positivo dico… i dati, come vedete, sono in calo, questo significa che le restrizioni iniziano a dare i loro frutti. Teniamo duro ancora per qualche settimana altrimenti vanificheremo tutto. Siamo un grande popolo e come tale dobbiamo vincere! A fine emergenza ci troveremo tutti, ci ringrazieremo e ci faremo i complimenti…. tutti siamo nella stessa squadra. La protezione civile inizia nelle vostre case. Un abbraccio a tutti e ci vediamo presto in giro con la promessa/richiesta di salutarci tutti, con un sorriso e una stretta di mano”.