VETERE (USPI) CHIEDE AL GOVERNO UN SOSTEGNO PER LA MEDIA-PICCOLA EDITORIA

Nell’attuale drammatica situazione della pandemia, tutte le aziende stanno soffrendo notevolmente. Anche il comparto dell’editoria. L’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) che rappresenta migliaia di testate giornalistiche d’Italia si è subito attivata, nella persona del segretario Francesco Saverio Vetere, per chiedere un intervento dello Stato a sostegno delle testate associate, molte delle quali locali e di piccole dimensioni.A nome appunto degli editori medio piccoli, cartacei e online, ha inviato al Sottosegretario all’editoria Andrea Martella e al vice ministro all’Interno e capo ad interim del M5S Vito Crimi una lettera in cui chiede un ripianamento delle perdite derivanti dal venir meno degli investimenti pubblicitariper i giornali d’informazione locale e in generale i giornali online locali e nazionali che svolgono un servizio pubblico e sono in sofferenza. Sofferenza dovuta appunto al crollo delle inserzioni pubblicitarie.
Pubblichiamo il testo della lettera, ringraziando sentitamente il segretario Vetere per l’impegno a sostegno della piccola editoria, soprattutto di quella che non ha potuto godere di finanziamenti pubblici perché, per le minime dimensioni, non ne possiede i requisiti.

Illustrissimo Signor Sottosegretario,

come ormai noto il settore dell’editoria sta vivendo una fase estremamente critica come del resto tutti gli altri settori produttivi del nostro Paese.
In particolare, nel nostro comparto sono soprattutto gli introiti della pubblicità ad essere venuti meno in maniera assai rilevante, fino ad arrivare in alcuni casi all’azzeramento degli investimenti pubblicitari, tagliati ormai da tutte le aziende.
Nonostante questo, i nostri giornali d’informazione locale e in generale i giornali online locali e nazionali – che hanno la caratteristica di avere come unica entrata quella pubblicitaria – continuano a svolgere il loro servizio pubblico tra tantissime difficoltà, attesa appunto la mancanza di liquidità determinata dal venir meno degli investimenti.

E’ questo mondo dell’editoria territoriale medio piccola, cartacea e online, che svolge un servizio pubblico da Lei definito di primaria importanza, ad essere principalmente in sofferenza.

Abbiamo molto apprezzato gli interventi iniziali del Governo per le imprese in generale, che stanno per essere utilizzati anche dalle aziende editoriali. Tuttavia riteniamo che si debba urgentemente procedere ad un intervento specifico per il settore dell’editoria cartacea locale che non abbia sospeso le pubblicazioni e per l’intera editoria online che vive solo di pubblicità.
Questo provvedimento dovrebbe consistere nel ripianamento delle perdite derivanti dal venir meno degli investimenti pubblicitari, come misura straordinaria a carico dello Stato, in considerazione della funzione pubblica svolta dai produttori di informazione. Un intervento mirato a tutti i giornali che non usufruiscono già dei contributi pubblici diretti (per i quali potrebbe essere individuato un provvedimento ad hoc), cioè a tutti i giornali che non vengono in nessun modo finanziati direttamente dallo Stato, quindi al il settore della stampa veramente imprenditoriale.

Si tratta, ribadisco, di una misura eccezionale giustificata dal momento durissimo di crisi che rischia di mettere in serio pericolo la sopravvivenza di gran parte dell’editoria periodica cartacea e digitale.
Un tale sostegno darebbe, inoltre, fiducia a un comparto che si sentirebbe ancora più riconosciuto e appoggiato dallo Stato e che quindi recupererebbe energie per poter continuare a resistere, assicurando pluralismo e occupazione.

Certi della Sua sensibilità più volte ribadita confidiamo nella più grande attenzione ad un tema delicato come questo e nell’attesa di un Suo riscontro Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Francesco Saverio Vetere