SANTA MESSA IN DUOMO E OSTENSIONE DEL CROCIFISSO MIRACOLOSO

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Ostensione straordinaria del Crocifisso della Cattedrale questa mattina dopo la Messa delle ore 10, trasmessa in diretta da Radio Antenna5. Il vescovo, a seguito anche di numerose richieste, l’ha voluta in questa settimana, tradizionalmente detta “di Passione”, come ulteriore gesto di affidamento a Dio e richiesta di liberazione dai mali presenti. Il Crocifisso miracoloso, tolto dalla sua cappella dell’abside di sinistra, è stato posto davanti al gradini del presbiterio al centro della navata.

All’inizio della liturgia, mons. Gianotti ha ricordato che nelle letture di questa quinta domenica di Quaresima riceviamo l’annuncio della risurrezione. “Nella speranza – ha aggiunto – di trovarci presto insieme nelle nostre celebrazioni. Siamo comunque uniti spiritualmente in questo momento difficile per la nostra società e la nostra Chiesa.”

COMMENTO DEL VESCOVO AL VANGELO

Il Vangelo di questa domenica racconta il celebre episodio della risurrezione di Lazzaro, ormai da quattro giorni nel sepolcro.

Il vescovo ha iniziato il commento ricordando che le letture della domenica di oggi erano le letture bibliche del suo ingresso in diocesi, il 2 aprile di tre anni fa. Non è mancata una certa commozione e un ricordo riconoscente dell’affetto dei cremaschi in quella giornata.

Passando all’episodio del Vangelo ha detto che viviamo tempi difficili, imprevedibili: “Pensiamo forse che Gesù non è con noi: come il rimprovero di Marta: Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto? Sì, o Signore, se tu sei qui, se tu sei il «Dio-con-noi», com’è che sentiamo e viviamo tutta questa fatica, tutta questa tribolazione?” È strano il comportamento di Gesù che aspetta quattro giorni prima di recarsi a Betania, e noi ce ne rendiamo conto, oggi, con una fitta di dolore insopportabile.” E ha ricordato i tanti defunti di queste settimane, la maggior parte morti lontani dai loro cari. 

Gesù avrebbe potuto salvare Lazzaro. E perché allora ha ritardato? “Il vangelo – ha detto il Vescovo – dà una risposta chiara a queste domande: Gesù è in persona la pienezza di vita che Dio vuole offrire all’uomo: e ciò si manifesta certo nella guarigione di un malato, ma si manifesta ancora più chiaramente nel richiamare alla vita uno che è già morto. Così si capisce che la vita che Dio offre all’uomo nel suo Figlio Gesù Cristo è più forte della morte stessa: Lui è la risurrezione e la vita, come la sua parola proclama con autorevolezza, e come Marta riconosce in una solenne professione di fede.”

E mons. Gianotti ha spiegato così il comportamento di Gesù: ha voluto lasciarsi attraversare dal dolore che la morte porta con sé. Il dolore che c’è in noi quando muore una persona cara, tutta l’amarezza del distacco. Gesù ha voluto piangere la morte di un amico per sentirne lo strazio. Ha accettato il rischio di un’amicizia profonda e ha voluto soffrire per la morte dell’amico Lazzaro: così ha rivelato il volto di un Dio amico dell’uomo e capace di com-patire con lui. “E così potremo anche noi com-patire il dolore di tanti e portare i pesi gli uni degli altri.”

E ha concluso invitando a chiedere la fede di Maria e Marta nel  Signore, risurrezione e sorgente di vita piena.

OSTENSIONE DEL CROCIFISSO

Al termine della celebrazione eucaristica, come s’è detto, il vescovo Daniele ha proposto “un ulteriore gesto di affidamento a Dio”, l’ostensione del Crocifisso miracoloso della cattedrale.

“Mi sono reso conto – ha detto – quando sia grande la fede dei cremaschi di fronte al Crocifisso della cattedrale: ho visto molta gente pregare in silenzio davanti a lui e ho appreso come nei secoli passati i cremaschi si siano molte volte affidati al Crocifisso. Da qui è nata l’idea di una sua ostensione straordinaria. Attraverso il nostro Capo, il Signore Gesù morto e risorto, lui che intercede per noi eternamente presso il Padre, chiediamo l’aiuto di Dio per portare il peso di questo tempo difficile, la fine dell’epidemia, la salute dei malati, la forza e la perseveranza per chi li ha in cura, la grazia di una santa morte per chi giunge al termine della vita terrena, una rinnovata fiducia e speranza nel prenderci cura gli uni degli altri, adesso e anche quando l’emergenza sarà finita.”

Il vescovo Daniele ha poi incensato il Crocifisso e recitato una preghiera di affidamento (che riportiamo sotto in foto). Il tutto s’è concluso con il canto In te la nostra gloria, o Croce del Signore, e la benedizione eucaristica.

PROGRAMMA DELL’OSTENSIONE

L’ostensione avverrà nel pieno rispetto delle norme sanitarie attualmente in vigore. Non sono previste celebrazioni con il popolo. Da lunedì 30 marzo a sabato 4 aprile si terranno ogni giorno due momenti di preghiera, dalle 8.45 alle 9.15 circa (Messa dei canonici e Via Crucis), e dalle 15 alle 15.30 circa (Via Crucis): a questi momenti ci si potrà unire attraverso la diretta streaming e la trasmissione di RadioAntenna5. Le immagini in streaming continueranno a essere diffuse anche al termine di ciascuno dei momenti di preghiera del mattino e del pomeriggio, per circa quarantacinque-cinquanta minuti: in questo modo, il Crocifisso sarà visibile ogni giorno, attraverso la diretta, per circa tre ore.

Nei giorni dell’ostensione, da lunedì a sabato, la Cattedrale resterà aperta, con orario continuato (anche durante la ‘pausa pranzo’) dalle 9,30 alle 17, per facilitare chi, trovandosi di passaggio, vorrà entrare per un breve momento di preghiera personale. Sostando in preghiera davanti al Crocifisso sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria.