CORONAVIRUS – 19.884 casi positivi in regione, più 2.077. Richiamo delle autorità al rigore nelle norme e nei comportamenti 

Il bollettino odierno dell’emergenza Coronavirus Covid-19 parla di 19.884 casi in Lombardia. Ieri erano 17.817: un aumento di 2.077 persone contagiate, con la quota dei 20.000 a un passo. I ricoveri non in terapia intensiva sono 7.387, più 102 rispetto a ieri. Segno positivo anche  per i ricoveri in terapia intensiva, che salgono a 1.006 casi dai 924 di ieri, con un saldo di più 82. I decessi sono saliti oltre le duemila unità: dai 1.959 di ieri ai 2.168 di oggi, più 209. Spiace sempre parlare di numeri e lo diciamo ancora una volta, lo facciamo per capire il trend del contagio, senza dimenticare che dietro a ogni numero c’è una persona, un amico, un anziano, un fratello, un papà, una mamma… come noi. Per loro un pensiero e una preghiera. Sempre.
La provincia più colpita è sempre Bergamo con 4.645 casi, ben 340 più rispetto a ieri. Anche Brescia avanza a grandi passi, con 4.237 casi, addirittura più 463. Cremona ha registrato un più 119, da 2.167 casi di ieri ai 2.286 di oggi. Così Lodi: da 1.445 a 1.528 casi, solo più 64 contagi, a conferma che la ex “zona rossa” e le misure adottate qui prima che altrove hanno portato risultati. Attendiamo, con grande fiducia, anche da noi questi risultati!
A Milano la crescita maggiore, un più 634 che porta il numero totale a 3.278: il menefreghismo di molti ha fatto avanzare il virus!
“Bisogna fermare tutte le attività economiche, tutti devono stare a casa, tutti devono dare il loro contributo. La vita delle persone è la cosa più importante, non abbiamo una seconda scelta di fronte alla vita”. Chiaro il messaggio lanciato dal vicepresidente della Croce Rossa cinese, Sun Shuopeng, nell’odierna conferenza stampa a fianco del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. “Qui non avete misure abbastanza severe, c’è gente in strada, i trasporti pubblici funzionano, avete gente negli hotel, non mettete le mascherine”, ha detto. “A Wuhan – ha aggiunto – gli ospedali hanno potuto iniziare a trattare i pazienti e ridurre il numero delle persone ammalate un mese dopo aver adottato il blocco completo. Se vengono aumentate le misure di quarantena – ha concluso – è più  facile trovare le persone esposte che possono avere un trattamento migliore”.
In merito, infine, alla promessa di specialisti sanitari in arrivo a Crema, il sindaco Stefania Bonaldi s’è lamentato: “Aspetto conferme dalle autorità superiori circa il loro arrivo. Registro che, anche da questo punto di vista, c’è molta confusione. Qui siamo tutti in pista per allestire l’ospedale da campo. Non vorrei che chi più alza la voce più ottiene, a discapito di chi più ha bisogno”. Il nostro primo cittadino ha ricordato che l’ospedale “Maggiore” è stato in prima linea sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, “anche al servizio di altri territori. Ora abbiamo bisogno noi”.