CORONAVIRUS – La situazione alla Fondazione Benefattori Cremaschi: parla la presidente Baruelli

La dottoressa Bianca Baruelli, presidente della Fondazione Benefattori Cremaschi
Accanto al grandissimo lavoro svolto al’Ospedale Maggiore, l’emergenza Coronavirus sta chiedendo un prezzo altissimo anche alla Fondazione Benefattori Cremaschi. Ne parliamo con la presidente dottoressa Bianca Baruelli.

Presidente, l’epidemia in corso sta interessando tutte le realtà sanitarie e socio-sanitarie della Lombardia. Com’è la situazione attuale nelle strutture cittadine di via Kennedy e di via Zurla?

“La Fondazione Benefattori Cremaschi (Fbc) già tre settimane fa, da prima che la situazione sanitaria precipitasse, si era attivata costituendo una task-force interna nella quale erano stati coinvolti i direttori sanitario e generale, gli infermieri, i fisioterapisti e gli amministrativi con lo scopo di meglio definire e attivare le azioni a protezione degli assistiti nelle due strutture, oltre che dei loro familiari e di tutto il personale in servizio. Ciò prima che fossero emanate specifiche disposizioni da parte delle autorità regionali e locali. Questo nostro intervento, che ha fatto da apripista ad altre strutture simili della nostra provincia, ci ha permesso di contenere da subito l’esplosione dell’infezione in una popolazione di persone fragili non solo per età, ma soprattutto per la loro condizione di malati cronici affetti da molteplici patologie”.

Anche ‘Il Nuovo Torrazzo’ aveva pubblicato il vostro comunicato stampa relativo. Come avevano reagito i vostri ospiti e i loro familiari alla decisione di bloccare le visite di parenti e amici e come può essere descritta la situazione attuale?

“Ai ricoverati era stata spiegata la necessità del provvedimento e ciò aveva permesso loro di comprendere la gravità della situazione, sapendo comunque che avrebbero potuto mettersi in contatto telefonico con i parenti a domicilio. Anche l’organizzazione del cambio biancheria con la famiglia era stata illustrata e compresa sia dai degenti sia dai loro parenti. Queste semplici decisioni, unite all’adozione di misure igieniche puntuali e più specifiche, ci hanno permesso di rallentare molto l’ingresso del virus nelle strutture, contenendo di fatto l’esplosione dell’infezione e delle paure a essa connesse”.

È ancora così? Sappiamo che anche nelle vostre strutture è aumentato il numero dei decessi più o meno collegati con l’infezione da Covid-19: ciò significa che il virus si sta diffondendo anche all’interno dei vostri ambienti?

“Purtroppo sapevamo che, se all’esterno la catena infettiva non fosse stata interrotta per tempo, prima o poi avrebbe coinvolto anche i nostri ospiti. E così è stato, nonostante le precauzioni introdotte da parte di tutto il personale dedicato all’assistenza, l’aumento degli interventi di sanificazione e il blocco delle attività ambulatoriali. Il tutto per ridurre, senza poterla del tutto evitare, la carica virale introdotta nelle nostre strutture. Abbiamo sofferto anche da noi di alcuni ritardi nella fornitura dei dispositivi di protezione individuale del personale e dei pazienti, ma ora, grazie all’impegno da parte di tutti nel ‘trovarli’ sul mercato, la situazione è in fase di miglioramento. Altrettanto può dirsi dell’intensificarsi dei rapporti di collaborazione tra Fbc, Ats e Asst, prima forse un po’ confusi, a causa della ‘schizofrenia’ di disposizioni precise in merito, anche da parte di Governo e Regione. L’Ats si sta muovendo ora in modo molto concreto. E di questo la ringraziamo!”.

A proposito del personale, come stanno rispondendo all’emergenza gli infermieri e tutti gli altri operatori sanitari e non?

“Grazie della domanda. Se è vero che una squadra si dimostra tale nel momento del grave bisogno, tutto il personale della Fbc, in particolare quello sanitario, sta dimostrando un’abnegazione e una resilienza spettacolari: è emozionante e si può toccare con mano quanta sia la dedizione e l’amore messi in campo per proteggere il più possibile i degenti dai pericoli prevenibili di peggioramento. Drammaticamente, anche molti nostri operatori, poiché non vivono 24 ore al giorno reclusi nelle nostre strutture, si stanno ammalando e quindi sono costretti alle prime avvisaglie cliniche di un’infezione, non necessariamente dal virus Corona, ad assentarsi dal lavoro per evitare di contagiare degenti e colleghi. Ciò implica di dover adeguare ogni giorno i turni di lavoro, ridefinendoli sulla base delle presenze attive del personale di assistenza, medici, infermieri e fisioterapisti”.

Considerando che le visite ai ricoverati sono vietate, i parenti riescono a comprendere la gravità della situazione e la necessità di queste limitazioni?

“I parenti sono costantemente informati sulle condizioni dei loro congiunti ricoverati e vengono immediatamente convocati nel caso di una modifica importante del quadro clinico degli stessi. Anche qui va sottolineata l’impressionante capacità di comprensione e collaborazione da parte delle famiglie. E di ciò siamo assolutamente grati. Vorrei chiudere con un messaggio Whatsapp che la figlia di una nostra ricoverata ci ha inviato con preghiera di leggerlo alla mamma. In questo messaggio ci sta il significato della lotta che tutti insieme stiamo combattendo: “Cara mamma, è triste saperti ricoverata e non poterti abbracciare. Purtroppo, l’accesso è vietato per evitare il rischio di contagio. Per fortuna so che sei in buone mani, grazie ai medici e a tutto il personale infermieristico che ogni giorno assistono con cura e con il sorriso i malati anziani dei vari nuclei della Fondazione Benefattori Cremaschi. Grazie di vero cuore per ciò che siete e che fate! Datele un abbraccio da parte mia e ditele che le voglio tanto bene”.

La presidente Bianca Baruelli conclude dicendo “che dobbiamo ricordarci davvero tutti del ‘salotto della Città’: qui da sempre, nelle nostre strutture, al Kennedy e presso la Rsa Lucchi, si ospitano i nostri nonni, le persone fragili delle nostre famiglie, e il cuore della nostra comunità qui batte forte! Cogliamo l’occasione, dicendo che anche noi abbiamo bisogno della vicinanza di tutti, in un momento di estremo bisogno di un sistema sanitario, che deve poter contare sempre più su di noi strutture socio-sanitarie. Avvieremo una campagna raccolta fondi per esserci sempre, al meglio, al fianco della nostra Città!”.

Per donazioni alla Fondazione Benefattori Cremaschi Onlus sono attivi il Conto Corrente Postale 59953398 e il Conto alla Banca Cremasca Credito Cooperativo IT43L 07076 56844 000000201131.