CORONAVIRUS – Il fenomeno cresce ancora rapidamente. Nuovi medici “in frontiera”

Palazzo Lombardia e l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera
Nuova conferenza di Giulio Gallera, poco fa, dalla sede di Palazzo Lombardia sull’emergenza Coronavirus. Come sempre l’assessore al Welfare ha diffuso i numeri del contagio, e non solo.
I casi positivi in provincia di Cremona sono saliti a 1.302, con un +241 unità rispetto a ieri. 29.534 i tamponi processati a oggi in regione, con contagiati a quota 8.725: una crescita di 1.445 in sole 24 ore. Di questi, i ricoverati sono 4.247 (395 in più) e 605 in terapia intensiva (aumento di 45). 127 i decessi in più rispetto a ieri. I morti per Coronavirus, a oggi, sono 744. L’assessore della Giunta Fontana, ha evidenziato come ci siano “sempre meno contagiati provenienti dalla zona rossa”. Il che è un segnale positivo.
Detto di Cremona, le provincie più colpite sono Bergamo (2.436) e Brescia (1.598). 120 sono i posti di terapia intensiva creati ieri in regione, dove sono diventati in totale 1.067. Ne sorgeranno presto altri, sfruttando anche strutture sociosanitarie e ospedaliere private. Obiettivo è ridurre i pazienti “soprattutto negli ospedali di ‘frontiera’ come Cremona e Crema”.
“Il sistema sanitario Lombardia è fatto di medici, infermieri, mondo del socio-sanitario, Rsa, case di cura. Già recuperati 209 posti in cui stiamo spostando i pazienti che stanno meglio, ma che non possono ancora andare a casa”.
Come ultima nota positiva, Gallera ha evidenziato questo: “Nuovi medici e infermieri stanno entrando nel sistema sanitario per darci una mano ad affrontare l’emergenza Coronavirus. Martedì sera abbiamo emesso l’avviso con una valutazione per titoli e abbiamo assunto medici in quiescenza, medici laureati, specializzandi, infermieri e ostetriche; siamo a 650 domande pervenute, persone del mondo sanitario che vogliono entrare in battaglia”. Da domani 100 nuove figure verranno immesse nei “presidi al fronte”, Crema e Cremona compresi. “Vogliamo aprire nuovi reparti, rafforzare le terapie intensive. È una corsa contro il tempo, ma anche oggi possiamo dire che la battaglia l’abbiamo vinta noi”, la conclusione dell’assessore regionale.