NOVENA A SAN PANTALEONE: si è pregato per i politici

Si è pregato ancora, per la sesta sera, nella Novena a san Pantaleone perché interceda per la vittoria sull’epidemia di coronavirus in corso in Italia e nel mondo. Ha celebrato, come sempre, il vescovo Daniele, in cattedrale, a porte chiuse alle ore 20.30.

Questa sera la riflessione ha riguardato i governanti e gli amministratori ed è stata offerta dal prof. Vincenzo Cappelli, già presidente del Consiglio Comunale di Crema.

Nel momento difficile – ha detto “ai nostri governanti, ai nostri amministratori è chiesto uno sforzo ulteriore per discernere, fra le norme generali, le indicazioni più appropriate al fine di trovare risposte ai numerosi e concreti problemi, che sono sorti a seguito della situazione che stiamo vivendo, individuando comportamenti virtuosi e solidali nell’interesse di tutti. Loro hanno ricevuto un mandato fiduciario da parte dei cittadini e oggi si trovano a dover rispondere a questo mandato con maggiore impegno e dedizione, soprattutto dando prova di sapersi assumere una responsabilità assai gravosa da portare in questo momento.”

Cappelli ha sottolioneato la responsabilità di chi sa che le scelte indicate non sono indolori e toccano profondamente le singole persone anche nei propri interessi affettivi ed anche economici. “Mai come oggi – ha aggiunto – a livello comunitario ed individuale, siamo chiamati a dare una più esauriente definizione del senso dello Stato, del nostro civismo, ripensando e rimodulando la scala di valori che abbiamo smarrito o disarticolato, a partire proprio dal senso che diamo al valore della vita, a volte banalizzato ma che oggi si impone con forza”.

Ai politici o meglio ai servitori del “bene comune”, è chiesta una chiara e inderogabile assunzione di responsabilità, di fare sintesi, di decidere e deliberare lasciandosi orientare non dall’improvvisazione o dall’arbitrio, ma di avvalersi costantemente dei suggerimenti preziosi e delle indicazioni della comunità scientifica, ignorando le parziali e sovente fallaci indicazioni della “babelica rete.”

Per Vincenzo Cappelli è compito di chi governa una comunità coinvolgere la popolazione con motivazioni il più possibile documentate, “ma anche di piegarsi all’ascolto delle tante difficoltà che in questo tempo emergono da parte dei cittadini, dando una testimonianza di empatia e solidarietà, come ci insegna anche la Parola di Dio che abbiamo appena ascoltato.”

Infine bisogna guardare anche al futuro. “Ai governanti – ha detto Cappelli – l’incombenza di individuare fin da subito una strategia da metter in campo per aiutare chi è in difficoltà non solo economica; assumere al più presto progettualità capaci di rilanciare la vivacità e il dinamismo del Paese e delle nostre comunità, porre insomma le premesse, appena terminato questo momento infausto, per una ripartenza.

Il sacrificio che oggi a tutti noi viene chiesto non dovrà essere fine a se stesso ma il punto di partenza per fare nuove tutte le cose, come fu per Gesù. Che la prossima Pasqua dunque ci consegni il dono di una vita rinnovata, una volontà di ripartire più forti, alla luce anche di nuove priorità meglio delineate da una più solida e rimodulata scala di valori.”

“A tutti noi – ha concluso – il compito di implorare sui nostri governanti ed amministratori con preghiere e suppliche, come oggi facciamo, il dono della sapienza.”

La Veglia s’è conclusa con la consueta preghiera a san Pantaleone, diffusa nei giorni scorsi su un’immaginetta in tutte le parrocchie: “O Dio, Padre di misericordia, per il tuo martire san Pantaleone, che durante la vita terrena esercitò con amore la professione di medico e testimoniò la fede fino all’effusione del sangue, donaci la salute dell’anima e del corpo, dà a noi una fede pura e coerente e fa’ che sosteniamo con fortezza le prove della vita, specialmente quelle del momento presente. San Pantaleone martire, prega per noi.” 

E poi  la benedizione da parte del vescovo con la reliquia del medico martire.