CORONAVIRUS – Riunione dei sindaci in Comune: sport, protocolli, ospedale. Tanti i temi affrontati

Poco fa, in Comune a Crema, s’è rinnovato l’appuntamento tra i sindaci cremaschi per un aggiornamento sull’emergenza Covid-19.  “Dividerei l’assemblea in tre punti. Innanzitutto l’aggiornamento sull’incontro che abbiamo avuto in videoconferenza, ieri, con tutte le Ats e l’assessore regionale. Non ci sono grandi novità: ci sono state fornite indicazioni sulla gestione della ‘quarantena’. Oggi abbiamo, invece, incontrato il direttore generale e quello sanitario della nostra Asst, che hanno di seguito incontrato la stampa” (ne parliamo in un articolo a parte, sempre sul nostro sito), ha esordito Aldo Casorati, presidente di Area Omogenea.

Il sindaco Stefania Bonaldi ha di seguito chiarito che “scopo della riunione di ieri era illustrarci di nuovo i protocolli della sorveglianza sanitaria fiduciaria. I contatti stretti dei casi conclamati come positivi devono stare in isolamento volontario per due settimane. La persona si autodetermina a questa condizione, è molto importante, con precauzioni nei confronti dei familiari. Laddove insorgono dei sintomi parte il Protocollo”. In questo momento, è stato spiegato, siamo ancora nella fascia di crescita del contagio, quindi “aumentano in modo esponenziale anche i casi dei contatti stretti”. Una problematica per i sindaci è legata ai dati sensibili. “Abbiamo fatto presente, comunque, che, a oggi, le informazioni per noi amministratori sono assolutamente superficiali. Lo abbiamo detto chiaramente alla Regione. Ats o la stessa Regione dovrebbero fornire questi elenchi. Vedremo cosa accadrà”, ha concluso la Bonaldi. “C’è stata chiesta anche un’attenzione anche agli anziani soli. Ma è quanto facciamo da sempre”, ha aggiunto Casorati.  

All’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera sono stati posti anche quesiti in tema di sport. “La circolare arrivata ieri pomeriggio ha sostanzialmente depotenziato la norma del Dpcm: dalla chiusura degli impianti, con tutte le specifiche, la circolare ha ampliato la casistica degli allenamenti possibili, in pratica consentendoli tutti – ha spiegato il sindaco di città –. Gallera ha informato che la circolare è stata emessa senza la consultazione di nessuna Regione. In realtà essa non può cambiare la norma, c’è stato detto. Di fronte alle nostre proteste l’assessore s’è impegnato con Anci a sottoporre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una nota per un’interpretazione più stringente. Siamo a martedì sera è non è uscito nulla. Dovremo assumere una decisione, in linea con le norme”.

Bonaldi ha di seguito riferito che “abbiamo chiesto rassicurazioni sul nostro Pronto Soccorso”, oggetto di un lavoro straordinario nel weekend. “In ogni caso l’ospedale sta rispondendo bene, con alcuni reparti dedicati all’emergenza”, ha aggiunto Casorati (ne parliamo nell’articolo ad hoc). Durante la riunione il consigliere regionale Matteo Piloni (Pd), ha ricordato il suo impegno, e dei colleghi, per gli ospedali di Cremona e Crema, segnalando innanzitutto le mancanze dei dispositivi individuali per medici e infermieri. “La Regione – ha aggiunto – da giovedì scorso ha autorizzato il laboratorio di Cremona a processare i tamponi. Ma ci sono ritardi sulla consegna del materiale necessario, a Cremona come altrove. A Crema ci siamo concentrati sul Pronto soccorso, con decine e decine di accessi, che non ci sono ad esempio a San Donato”. Prima di chiudere ha ricordato gli enormi finanziamenti che il Consiglio regionale ha appena deliberato. Si parla di 50 milioni di euro  per implementazioni di macchinari e nuove assunzioni. “L’ospedale di Crema non ha un infettivologo. Crema non diventerà zona rossa, la proposta è per Alzano, nella Bergamasca e non riguarda la Provincia di Cremona”, ha concluso.

Il sindaco di Crema ha anche illustrato la riunione in Camera di Commercio, con rappresentanti di associazioni di categoria e parlamentari del territorio. “Oltre che sanitaria, c’è un’emergenza di tipo economico che colpisce aziende e imprese, non solo concretamente, ma dal punto di vista del brand: questo è stato il tema del confronto. Nelle nostre zone ciò è più forte: non siamo in zona rossa, ma essendo in prossimità siamo in una situazione particolare. Dovremo fare considerazioni a livello di territorio”. Gianni Rossoni, in mezzo al dibattito, ha anche ricordato il dottor Fulvio Soccini, scomparso in questi giorni. “Un grande Pneumologo, oltre che un amico”.

Infine gli impianti sportivi. I sindaci hanno cercato di fare sintesi, arrivando a un compromesso, partendo anche dall’esempio del Comune di Cremona, ben consapevoli però che dopo le recentissime disposizioni, “noi non possiamo emettere ordinanze in tal senso. Non possiamo disporre di chiudere, ma solo dare un’indicazione, una raccomandazione”, ha spiegato ancora la padrona di casa Bonaldi. Sono seguiti gli interventi di Pietro Fiori di Castelleone, Rossoni di Offanengo, Gabriele Gallina di Soncino e di Pietro Palella, in rappresentanza del Comune di Rivolta d’Adda. “Siamo in emergenza, non deve calare l’attenzione, non si può aspettare domenica. Bisogna per forza aprire?”. Posizione condivisibile, ma la Regione ha già deciso diversamente. Così Roberto Barbaglio di Pianengo: “Le società non sono insensibili. Sono loro che non vogliono fare attività giovanile. Questa la mia esperienza in casa mia: parliamo per il blocco con la società, ci ascolteranno”.

Alla fine, fino all’8 marzo  s’è deciso per “suggerire” misure limitative. “Vi invitiamo a prendere completa visione della comunicazione e a rispettare con assoluto rigore, con totale assunzione di responsabilità societaria, le misure organizzative previste dalla normativa comprese quelle atte a garantire adeguata distanza tra le persone come indispensabile presidio della tutela della salute. Vi raccomandiamo altresì di valutare l’opportunità di effettuare allenamenti solo con riferimento alle prime squadre, impegnate in campionati nazionali o regionali, in considerazione della necessaria tutela della salute pubblica degli atleti e di tutta la comunità e della coerenza con la sospensione della attività didattica di ogni ordine e grado, ai fini della limitazione delle occasioni di contagio”. Questa la raccomandazione dei sindaci cremaschi, che devono però sottostare alla decisione già assunta dalla Regione.

Prima di chiudere l’argomento “biblioteche”: aperto solo il prestito librario, con chiusura sale lettura. Paolo Aiolfi di Bagnolo e altri sindaci hanno espresso preoccupazione circa le chiusure delle medie strutture di vendita.