CORONAVIRUS – Capigruppo in Comune: 12 i casi a Crema, allo studio manovre di alleggerimento per comparto economico e famiglie

Mentre il dato di ieri sera parla di 531 casi positivi al Coronavirus in regione, sono tornati a riunirsi i capigruppo delle forze politiche consigliari cittadine. Tutti presenti su convocazione, nel proprio ufficio, del sindaco Stefania Bonaldi. La quale ha aperto l’incontro chiarendo che “dopo la conferenza di ieri sera di Regione Lombardia, dove è stata annunciata la proposta al Governo di prorogare lo stesso pacchetto di misure in vigore per un’altra settimana, siamo in attesa del pronunciamento da Roma. La Regione, intanto, ha avvalorato la sua posizione con dati e pareri degli epidemiologi”.
Il Governo, intanto, sta valutando anche l’opportunità – auspicabile – che la Lombardia possa essere divisa almeno in tre zone, con i territori più prossimi al focolaio di Codogno, come il nostro, almeno collocati in fascia “arancione”.
Per quanto ci riguarda, ha aggiunto il sindaco, “in Provincia di Cremona sono 123, a oggi, le persone contagiate. Ma il dato è in divenire. La situazione è complessa, con l’ospedale di Cremona che ieri sera ha chiuso il Pronto Soccorso”. Come ha riferito l’assessore Matteo Gramignoli sarebbe anche sospeso l’arrivo di ambulanze a Crema dal Lodigiano. Bonaldi è dell’idea che si dovrebbe “alzare la soglia d’attenzione” anche sul nostro ospedale, che sta preparando sempre più spazi per questa nuova assistenza.
“ A Crema sono 12 i casi, e ci aspettiamo aumentino, come hanno spiegato gli esperti. La curva epidemica, infatti, sta crescendo ancora. Il picco non è ancora arrivato. Nel nostro ente i tre dipendenti residenti nella zona ‘rossa’ e anche altri dei paesi limitrofi sono a casa”. L’attività degli uffici, comunque, dopo la distribuzione dei dispositivi individuali, è ripresa.  Nel frattempo, come noto, l’Arci di Santa Maria ha chiuso: lo ha disposto l’Ats, ma la struttura lo era già per scelta dei titolari. “La Provincia è colpita, la condizione d’allerta e contenimento è d’obbligo”, ha concluso il sindaco.
La discussione s’è poi spostata sulle mitigazioni: il Comune è in attesa di nuove decisioni regionali, cui attenersi. Chicco Zucchi del Polo Civico ha sottolineato l’emergenza turistica: “I nostri albergatori sono disperati. Il problema è nazionale, ma il nostro territorio ha ripercussioni enormi”. Il Governo ha già emanato misure straordinarie e, come per altre questione, si spera in un’attenzione particolare per il Cremasco e il Cremonese, prossimi alla zona “rossa”. Lo hanno auspicato anche Antonio Agazzi di Fi e il collega Andrea Agazzi della Lega. Tutti d’accordo sul fatto che si debba remare tutti, forze politiche e associazioni di categoria, in questa direzione.
Dalla riunione è emersa anche la proposta di ipotizzare misure economiche per il prossimo futuro, specie su tributi, rette dell’asilo e tariffe comunali, ad esempio con la sospensione di alcuni pagamenti. L’assessore Cinzia Fontana approfondirà la questione. “Fermo restando che la prima preoccupazione è la salute, congiuntamente ci faremo carico di adottare provvedimenti condivisi col territorio per alleggerire le condizioni del comparto economico e delle famiglie”, ha sintetizzato Bonaldi. Un documento in tal senso potrebbe arrivare dal Consiglio comunale cittadino, che sarà convocato a breve. L’ipotesi è il 9 marzo.
Nel frattempo è stato diramato l’avviso che il Centro Vaccinale rimarrà chiuso per tutta la settimana.