PARITÀ SCOLASTICA: a vent’anni dalla Legge 62/2000

Il tavolo del Convegno di Palazzo Giustiniani a Roma

Due importanti incontri nei giorni scorsi sul tema della scuola pubblica paritaria. Il primo a Roma giovedì 13 febbraio, alla sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Presenti numerosi senatori e personalità del mondo scolastico. Il secondo a Rimini, dal 22 al 23 febbraio, organizzato dall’Agesc, l’Associazione Genitori Scuole Cattoliche. Ambedue hanno celebrato i venti anni della Legge 62/2000 che ha definito il Sistema Nazionale di Istruzione, formato da scuole statali e scuole paritarie. Prodotta da un momento particolarmente attivo della società civile, delle associazioni scolastiche e del mondo cattolico, anche per voce di papa Giovanni Paolo II, mentre era ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer che ne sostenne l’approvazione. Una parità raggiunta, ma – dopo 20 anni – non ancora realizzata dal punto di vista economico, mentre gli insegnanti e gli alunni portatori di handicap delle paritarie restano ancora pesantemente discriminati.

Dopo venti anni, “autonomia, parità e libertà di scelta educativa richiedono l’impegno di tutti in modo trasversale. Non c’è più tempo e spazio per la strumentalizzazione e per le letture ideologiche. Scuola statale e scuola paritaria svolgono entrambe un servizio pubblico e sono garanzia di pluralismo.” Sono le parole della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, che hanno aperto il Convegno di Roma sul tema: Libera scuola in libero Stato. Il diritto alla libertà di scelta educativa: un principio sancito nel diritto nazionale e internazionale.

Il convegno, caratterizzato da un’ampia trasversalità politica e istituzionale e dall’apporto di autorevoli voci culturali del mondo universitario e associativo, è stato promosso dalla senatrice azzurra Alessandra Gallone e patrocinato dalla presidenza del Senato. Ha chiarito in modo assoluto il diritto dei genitori alla libera scelta di una scuola pubblica paritaria, alle stesse condizioni economiche della scuola pubblica statale, come garantisce la Costituzione, e ha evidenziato in modo incontrovertibile la necessità e l’urgenza, per lo Stato, di ridefinire il finanziamento pubblico alle scuole paritarie e statali appartenenti al Servizio Nazionale di Istruzione, attraverso la definizione del costo standard di sostenibilità, per un rilancio strutturale della qualità della scuola pubblica italiana tutta. Si è inoltre fortemente contestato l’esclusione degli insegnanti delle paritarie dal Concorso speciale per l’abilitazione e i miseri finanziamenti per l’handicap.

Tra le relazioni del Convegno da ricordare, in particolare, quella del prof. Marco GRUMO, docente di Economia Aziendale all’Università Cattolica, che ha proposto la vera soluzione dell’annoso problema della parità economica: il costo standard di sostenibilità. “Bisogna cambiare il metodo – ha detto – dando un portafoglio allo studente che possa scegliere la scuola dove spendere il proprio voucer. Il modello è quello della sanità. A fronte di una spesa scolastica attuale di 59 miliardi di Euro, se lo Stato applicasse il costo standard risparmierebbe 11 miliardi di euro ogni anno! La libertà di scelta è già dunque possibile ora e con risparmio!

Sono intervenuti anche esponenti del mondo religioso. Innanzitutto suor Anna Monia ALFIERI, esperta politiche scolastiche, una delle animatrici del convegno stesso, instancabile promotrice del costo standard di sostenibilità. “Basta con le mitologie, ha detto. Importante è la chiarezza: chi sono veramente le vittime del sistema di oggi? I genitori che non possono scegliere la scuola paritaria perché sono poveri e i disabili che devono pagare il sostegno, perché lo Stato non passa i contributi. Le scuole paritarie che stanno chiudendo sono le scuole del centro sud, delle periferie… quindi stiamo dando una mano alle scuole dei ricchi per i ricchi. Stiamo avvantaggiando i ricchi. Di conseguenza un governo che non consente ai docenti delle paritarie di abilitarsi, sta favorendo le scuole dei ricchi. Noi dobbiamo pretendere che venga garantito il diritto di apprendere dello studente senza alcuna discriminazione economica: oggi è il povero che non può scegliere. Dobbiamo pretendere il diritto della famiglia di scegliere e il diritto dei docenti di decidere dove insegnare.”

Per il presidente della CISM, padre Luigi Gaetani, in rappresentanza dei religiosi in Italia, la scuola paritaria è una forma culturale che rimanda, in termini di sussidiarietà, ad una pluriformità culturale degna di un Paese civile. Non c’è spazio per una “dittatura culturale”, per un “monopolio ideologico”. “La scuola cattolica è nata come l’impegno di colmare la discriminazione sociale tra coloro che potevano permettersi una istruzione e coloro che non sapevano né leggere né scrivere: oggi rischiamo di passare come coloro che sostengono le scuole dei ricchi e emarginano i poveri.” L’ultima attenzione padre Gaetani l’ha riservata a quei docenti delle scuole paritarie che sono discriminati. Li stiamo umiliando! “Mi meraviglio dell’indifferenza dei docenti della scuola pubblica statale!”

Al Convegno di Rimini dell’Agesc del 22 – 23 febbraio scorsi, il Past president nazionale Stefano Versari, oggi direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, ha ripercorso gli anni dell’approvazione della Legge 62/2000. Ma l’intervento più interessante è stato quello dell’on. Luigi Berlinguer, ospite d’onore.

Ha rilevato che la scuola oggi è solo un trasferimento di nozioni e non c’è un vero progetto educativo, non c’è una comunità educante. Se la Costituzione lascia la scelta ai privati di realizzare scuole, Berlinguer ha invitato ad aprire una campagna perché i cittadini contribuiscano alla crescita di luoghi di attività educativa per uscire dall’idea tipicamente italiana che la scuola è dello Stato. “È legittimo – ha detto – che vi siano diverse linee filosifiche-culturali, perché c’è libertà di pensiero: ci deve essere un allargamento all’accesso del pensiero. Il pluralismo degli enti gestori deve essere favorito, richiedendo ovviamente una scuola di qualità.”  “Con la Legge 62/2000 non siamo all’anno zero, ha aggiunto. Sono convinto che certe modalità di finanziamento sono mature e si possono propore anche a forze equilibrate di sinistra.” E ha sottolineato, in particolare, i diritti delle persone con handicap che non si possono eludere: la strada per le coperture finanziarie deve essere affrontata!

Il tavolo del convegno di Rimini. Parla l’on. Luigi Berlinguer